Claudio Gagliardini aiuta #MammaMrx

Claudio Gagliardini in un bel #selfiemrx per #mammamrxClaudio Gagliardini è difficile definirlo: diciamo un mammasantissima del web? Nasce dal mondo della ristorazione attorno alla capitale e in pochi anni diventa un punto di riferimento per il web italiano. La rappresentazione umana che i big data esistono: lui ha milioni di relazioni personali, il problema è che si ricorda tutto di ognuno. Inoltre – a differenza di altri illustri profili – riesce ad avere una preparazione tecnica panoramica davvero da vantarsene: ma rimane sempre il nostro ciccio umile, dal super sorriso selfie e dalle parole che sanno coccolare e bastonare, ma sempre con gran classe. Gli ho sparato qualche domandina. A voi!

 

Non sei un nativo digitale (come me): ti manca il tempo in cui per “cloud” si sarebbe inteso client-server, ovvero i terminali bancari?

Assolutamente no. Mi manca il tempo in cui faremo tutto in cloud, lavorando da dove capita e accedendo in tempo reale e con tutti i device alle informazioni di cui abbiamo bisogno. La nuvola è il presente e il futuro e renderà possibili cose che sinora abbiamo soltanto sognato di poter fare.

 

Siamo ancora in grado di vivere cloud-less?

No, io non potrei più. Non faccio quasi più nulla senza nuvola e tornare indietro sarebbe un vero delirio.

 

A volte cerco di immaginarmi il domani, ma ultimamente siamo così “corazzati” di funzionalità che faccio fatica.

Il domani, secondo me, è un mondo più smart, in cui persone e macchine collaborano per far funzionare al meglio la società. Questo sarà possibile soltanto se riusciremo a dare vita ad un nuovo modello e ad un sistema più equo, più efficiente e basato sullo sfruttamento delle nuove tecnologie. Perderemo molti posti di lavoro, che saranno occupati dalle macchine, ma avremo molto più tempo per far funzionare davvero la nostra società. Un’occasione che non dobbiamo perdere.

 

Cloud e limiti: in Italia il digital divide è una malattia. Che ne pensi?

L’Italia è uno di quei Paesi in cui le grandi aziende hanno stravinto, costringendo le persone ad ammassarsi nelle città, dove hanno più o meno tutto, e lasciando il resto del territorio all’iniziativa dei privati e delle piccole aziende. Bisognerà darsi da fare per riqualificare e riconquistare territori abbandonati a se stessi, ma le premesse per uscire da questa situazione secondo me ci sono.

 

Cloud e Startup: fuochi d’artificio o opportunità?

Una grande opportunità, ma bisogna ridefinire il concetto di Startup e fare in modo che questo termine torni a rappresentare, anche per il nostro Paese, una grande risorsa, piuttosto che una comoda scommessa sulla pelle dei giovani, troppo spesso usati come cavie cui spremere entusiasmo, energia e voglia di provarci.

Grazie ancora Claudio e un mega augurio per il tuo libro Social Google Marketing, scritto con il buon Ale Agostini.

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