Caso Telecom: antitrust

Dopo la segnalazione dei fatti inerenti il tanto citato caso Telecom, ho ricevuto la risposta ufficiale dell’antitrust (Direzione Generale per la Tutela del Consumatore).

Vi riassumo solo alcuni tratti della risposta. Riguardo l’ADSL così l’Autorità si esprime:

La contestazione in oggetto non appare infatti configurare nessuna ipotesi di pratica commerciale scorretta ai sendi del Codice del Consumo, in quanto la mancata copertura Adsl di alcune aree del Paese può dipendere dall’orografia del territorio e, comunque, gli investimenti sulla banda larga attengono a scelte imprenditoriali insindacabili ai sensi della richiamata disciplina. In merito, si ricorda che l’accesso alla banda larga non rientra tra gli obblighi di servizio universale a carico di Telecom Italia.

Per quanto riguarda la rete fisse invece:

Si rileva che il ritardo nell’attivazione è ragionevolmente riconducibile ai tempi tecnici necessari per attivare il servizio.

A questo punto mi chiedo:

  • Ma le linee ADSL private non si basano sempre e comunque su dorsali Telecom?
  • Più di un anno di tempo è ancora un periodo riconducibile alla definizione di "tempo tecnico"?

Alla fine di questa faccenda la cosa positiva è che tecnicamente il servizio dell’Autorità funziona: contattandoli si mettono celermente in moto e provvedono a reportare il risultato delle contestazioni via raccomandata. E i risultati? Beh, non sono un legale per valutarli, sono solo un po’ deluso.

 

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6 pensieri su “Caso Telecom: antitrust

  1. Alberto

    La prima parte della risposta è, purtroppo, ineccepibile. L’ADSL nessuno è obbligato a portartela.
    La soconda parte mi lascia perplesso: a me pare eccesso il tempo che ti hanno fatto attendere prima di darti la linea. Le tempistiche sono opinabili ma francamente a me sembra una vita il tempo che ti hanno fatto attendere!

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  2. Merlinox Autore articolo

    @alberto: in realtà è vero che l’adsl è privata, ma finchè l’infrastruttura non è libera nel bene o nel male terzi fornitori non possono fare miracoli. Al più delle soluzioni Wireless che grazie a questi problemi iniziano ad avere un buon mercato.

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  3. Merlinox Autore articolo

    Beh “via Monte Pelmo” è tutto un dire! Fra “via Cime di Lavaredo” e “via Monte Grappa” e “via Marmolada”… secondo te???

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  4. Luca Nuvoli

    A dire il vero le cose che non ti dicono sono:
    Se compri una casa in un palazzo nuovo, l’allaccio verrà effettuato non a richiesta ma solo quando tutti i condomini avranno formalizzato il contratto con telecom. Altrimenti uno chiede l’allacciamento e gli altri fanno contratti con la concorrenza. La cosa bella è che se hai un ascensore per legge devi avere una linea telefonica a cui collegarci il dispositivo per la richiesta di pronto soccorso, senza non potresti mettere in funzione l’ascensore, l’alternativa sono dispositivi gsm che non ti garantiscono la stessa sicurezza della linea telefonica. La linea telefonica per quell’utilizzo genera pochissimo traffico e loro non te la attiveranno mai.
    Anni fa qualcuno informato mi aveva detto che la cifra messa a disposizione per le nuove attivazioni copriva a malapena il 50% del bisogno, quindi nella migliore delle ipotesi possono fare attivazioni per la metà dei clienti e ovviamente scelgono quelli che portano maggiore redditività cercando di eliminare la concorrenza. Il problema alla radice è che sono concorrenti e possessori del “cavo” e se vuoi andare avanti per vie legali aspetti anni (hanno saturato l’organo preposto il corecoms) oltretutto anche quando hai ragione e devono collegarti alla rete telefonica aspettano, come nel mio caso, il giorno prima dell’udienza in tribunale e la loro proposta non è trattabile perchè dovresti dimostrare il loro dolo facendoti fare una perizia tecnica costosissima e ri-aspettare anni prima di vedere funzionare qualcosa dovendo dimostrare tecnicamente le loro malefatte aspettando che ti mettano in grado di rilevarle perchè non è che puoi andare a “casa loro” a fare le tue verifiche quando e come vuoi -_-
    Se l’antitrust funzionasse non sarebbe l’unico carozzone monopolista privato o pubblico che sia a dover pagare, l’antitrust italiana così come è non funziona e fino ad ora è stato fatto di tutto per mantenerla così.
    L’assurdo è che in linea teorica la telecom dovrebbe pagare il diritto di uso delle condutture dove fa passare i cavi ai comuni… cosa che ovviamente non fa, e se il comune o l’ente pubblico cerca alternative più economiche alla connettività.. stranamente le linee iniziano a non funzionare, ci sono impressionanti problemi tecnici ecc ecc 🙂 Nemmeno loro riescono a uscirne fuori.

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