Il Corriere scivola sulla Carfagna

Una volta il Corriere della Sera, non era un giornale, era il giornale. Reputato da tutti o quasi come un simbolo del giornalismo italiano per integrità e taglio di ogni articolo.

Una vera fucina di giornalisti di livello superiore, tra tutti la signora della macchina da scrivere Oriana Fallaci.

Oggi il Corriere è diventato a pagamento per le versioni mobile, mentre le versioni web sono ancora accessibili: slalomando tra le pubblicità, quando possibile.

Oggi un’ennesimo figurone, che porta a collocare il Corriere tra le testate giornalistiche ormai sempre più attente ai visitatori piuttosto che all’integrità. Un ministro annuncia le proprie dimissioni e l’articolo cosa mostra: ovviamente le foto in bikini.

O poi magari qualche editoriale fa la morale sulla posizione delle donne nella società, sul razzismo, sulla parità dei diritti. E se quel ministro invece della Carfagna – che per bontà sua è una mammasantissima di bellezza – fosse stata la Bindi piuttosto che Ghedini, mostravate comunque perizomi o boxerini? Ma per favore… avete proprio bisogno di quello per fare il vostro odience? E’ così triste la situazione giornalistica oggi, anche in quello che era il sogno più ambito dei giornalisti?

Bah… Montanelli riposa in pace, ormai ‘ste robine non sono più per te.

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