BlogosfEre: meritocratica, autoreferenziale, prostitutica

Premetto solo delle indicazioni di lettura di queste tre ere. A mio avviso sono ere che rappresentano la vita di un blog, ma soprattutto il percorso fatto dalla blogosfera, dagli inizi del millennio ai giorni nostri. Quanto leggerete non è frutto di riferimenti online o di teorie precise: unicamente frutto delle mie impressioni e della mia piccola esperienza.

 

Era Meritocratica

Un blogger appena nato lo fa per emozione. Apre il suo primo diario online, come da nome b-log binary log, e inizia a trascrivere le proprie emozioni (blog personale) o le proprie conoscenze. Se il blog è verticale, cioè quando i contenuti trattati rispecchiano un preciso argomento, cerca di esprimersi al meglio e di divulgare ciò che sa. Documentandosi, cercando di produrre qualcosa di veramente buono e originale. Qualcosa che gli permetta di emergere nella blogosfera per i propri meriti e per le proprie idee.

Una sorta di ambiente idealistico, dove ciò che conta è farsi conoscere ma anche rendersi disponibili agli altri. Fornire informazioni utili al pubblico che andrà a leggerlo. Cercare il più possibile le relazioni, lo scambio culturale. E ogni giorno, ma anche ogni ora, guarda le statistiche e cerca di raggiungere quel 100 pagine viste. Spesso fonte di molta più gioia rispetto al raggiungimento delle 1.000 visite o delle 10.000.

Inizia così il suo cammino. Si guadagna il rispetto di molti, le antipatie di altrettanti, il rischio che si corre nella libera espressione. Molti impareranno a conoscerlo, a stimarlo e decideranno di seguirlo, aiutandolo nel suo cammino tramite link e commenti: referenziandolo.

Era Autoreferenziale

Ormai il blogger è diventato quasi adulto. Sa di essere in gamba ma soprattutto si è creato un quartierino di persone che lo stimano e che ogni giorno lo seguono. Molti li conosce per continui scambi di link, commenti, e messaggi via IM (instant messaging: icq, msn, yahoo!, gtalk …) altri sa solo che esistono e che sono quei “+1” che si aggiungono ogni tanto al proprio Feed Counter.

Da qui si possono intraprendere un paio di principali strade, poi ci sono sempre le scorciatoie e le deviazioni: l’una e vivere di autoreferenzialità, vivere solo con la propria tribù e crescere insieme. L’altra è continuare soli il proprio cammino, fieri di sè stessi, rinunciando magari ai picchi di accessi, ma creano una base di spessore, fatta di sudore e di post. E non significa isolarsi dal mondo, anzi: significa ascoltarlo tutto. Dal primo all’ultimo commento: con orgoglio ma con umiltà, quella parola che spalanca qualsiasi porta. Oppure…

Autoreferenzialità. Si è in 10, ci si vota… ci si linka, si parla. Una sorta di casta, come quella politica. Un gruppo forte, omogeneo, quasi inattaccabile. Difficilmente si accettano nuovi blogger nel gruppo, al più che ne valga veramente la pena e che portino valore al gruppo. Iniziano poi le polemiche verso terzi, verso nuovi blogger emergenti soli magari senza peli sulla lingua e orgogliosi di se stessi. E poi i primi casini quando qualcosa nella casta si rompe. Quando qualcuno si stufa e ogni tanto vorrebbe esprimere pareri negativi, liberi e non può. La cupola lo vieta.

Nel frattempo questa “collaborazione”, a volte patetica, rischia di prendere il sopravvento sulla meritocrazia. I post iniziano a perdere verve. Si inizia molto a guardare ai motori di ricerca, ai guadagni, alla propria cupoletta. Ci sono molte cose da fare. Leggere i blog di tutti gli altri. Commentare altrimenti si incazzano. Ricambiare…. insomma gli altri fuori dalla propria cupola di autoreferenzialità perdono importanza, e forse anche la sostanza dei propri post.

Prostitutica

E poi si finisce qui. Nella peggio era che la blogosfera abbia mai visto. Con il nostro blog vogliamo guadagnare. Adsense, il dollaro, la crisi del dollaro… corri corri corri. Quanto oggi? Quanti accessi? Da dove… e poi qualche demone crea i Social Bookmark, i siti sociali italiani. Quasi un partito.

Nel passaggio di mezzo c’è molta roba, sicuramente lo sapete meglio di me. Ma quella fottuta homepage del sito social, che nel giro di mezzora ci sta portando migliaia di accessi ci fa andare via di testa. Inizia la droga, iniziamo ad averne uno spassionato bisogno. Inizia la fase di prostituzione.

Si cercano alleanze per votarsi, commenti, provocazioni. La cosa più importante del post? Chiaramente il solo TITOLO. Che spesso nei social è diverso da quello del post, ma che importa? L’importante è che attragga l’attenzione, che la gente voti… e poi anche se il post fa schifo, vabbè… sarà per il prossimo… o il prossimo ancora. Senza contare che di sociale c’è ben poco e di gente che usa i social per votare un tuo post… beh una nicchia piccolissima, che starebbe dentro una cruna di un ago.

A peggiorare il tutto arriva oknotizie: ne ho già parlato. Potente, potentissimo, con un CTR (click throught) impressionante. Un quarto d’ora in homepage e le visite schizzano. Ma poi? Intanto devi sopportarti la mala-gestione che lo caratterizza, con degli amministratori che dettano leggi come vogliono, tanto sono i più forti. E poi il tuo post magari avrà un giorno di gloria. E dopo? E dopo magari nessuno lo legge e lo trova più. Magari è solo un giorno.

Intanto ti stai lentamente bruciando. E come una droga hai bisogno dei social. Commenti nel tuo blog non ce ne sono quasi più. La gente commenta sui social, il più delle volte va pure OT e sul politico.Oppure sul politically incorrect. E il tuo blog… chissenefrega… Intanto non hai più tempo per leggere gli altri blog, devi postare il tuo in 10 social. Ma soprattutto la tua lettura è OK, voto. Si è dimenticato dei motori di ricerca e il suo blog dipende al 80-90% dai social.

E poi arriva il nanoblogging, decine di blog di “portali” di blog, tutti con un template simile, molti però che si rubano notizie tra di loro o che traggono ispirazione da blog isolati, ormai nemmeno più quelli all’estero. Editori pagati per scrivere, a cottimo. Senza più nemmeno la ricerca del buon post, dal punto di vista SEO-CTR. E tu che cerchi disperatamente di farti conoscere perchè ti linkino un post, perchè ti citino… altrimenti sei fuori.

E Merlinox chi ca**o è per dire tutto ciò?

Merlinox è uno che qui dentro è dal 11 novembre del 2002 che qui dentro ci sguazza:

Dopo parecchi tentativi di creare un sito ho deciso di intraprendere la strada più breve, in quanto il tempo non mi consente di gestire seriamente la cosa.
Qui potrete trovare ciò che mi passa per la testa e non aspettatevi di trovare cose sensate o legate l’una all’altra.
Grazie per chi leggerà, grazie per chi interverrà. Merlinox

che ha avuto la possibilità di conoscere gente splendida e anche gente di bassissimo taglio, votata solo al dio $! Gente ruffiana, gente stra-preparata e gente che con sorpresa gli ha voltato le spalle o gli ha allungato la mano per attaccarsi.

Ma è anche uno che si è stufato… stufato di cupole, di spam, di caste, di social e di oknotizie. Non è un santo e forse nemmeno una delle cose soprascritte è riuscito ad evitare. Ma si è sempre messo in gioco e non ha mai chiuso la porta, da dove arriva uno spiraglio di luce che si chiama libertà, divertimento, amicizia, merito… e adesso vuole tornare libero. Non sta mollando niente, forse sta solo cambiando. Forse continuerà ancora con i social… ma come ho detto è una droga. E come tale è un male per la blogosfera, ma è così difficile uscirne.

In questo post penso che molti si sentiranno chiamati in causa, nel bene e nel male. Spero che nessuno si senta offeso e che piuttosto queste poche righe possano essere frutto di discussione tra tutti. Mi dispiacerebbe perdere chiunque di voi, evidentemente la mia strada non coincide con la vostra ma vi ringrazio perchè nel bene e nel male fate parte della mia maturazione e del mio percorso.

WLF 🙂

Loading Facebook Comments ...

33 pensieri su “BlogosfEre: meritocratica, autoreferenziale, prostitutica

  1. Pingback: diggita.it

  2. Paso

    Io, nel mio piccolo mi trovo a metà tra la fase meritocratica e autoreferenziale. Anch’io negli ultimi mesi ho cercato di approfittarmene dei social-cosi ma sinceramente non ho ottenuto grandi risultati ed è solo una perdita di tempo. la storia dei voti e alleanze è vera e tiene in ombra quel poco di [contenuto] interessante che c’è in giro.
    l’ultimo livello spero di non raggiungerlo mai, sia perché dovrei guadagnarmi la “simpatia” dei blog di alte classifiche e sia perché probabilmente mi stuferò di bloggare prima ancora di arrivare a quei livelli 😀

    Cmq tutto ha un inizio e tutto finisce, oggi nascono tanti social-cosi (vedi l’utlimo nato http://www.badzu.net/) ma poi tanti finiscono nel dimenticatoio… e lo stesso vale per i Blogger spocchiosi a cui fai riferimento, non durano in eterno nemmeno loro.

    E cmq pubblicare questo tuo ottimo articolo su ok-notizie e pubblicizzarlo va contro quanto hai scritto, predichi bene, razzoli male 😀

    Ciao

    Rispondi
  3. Merlinox Autore articolo

    Mi arrivano almeno 4-5 inviti al mese di nuovi social. Il 90% su base plig (o come si chiama). Strano che non hai preso la “botta” con i social. Non so se dire che sei stato sfigato o fortunato.

    Ne crea dipendenza…

    Rispondi
  4. k76

    @Paso secondo me è giusto che lo abbia pubblicato su oknotizie, è proprio da li che arriva il malcontento

    è giusto che chi vive di solo oknotizie sappia

    Rispondi
  5. splendori

    Il tuo blog è uno dei primi che ho letto.
    Al tempo ancora non sapevo nemmeno distinguere tra un sito e un blog. Di fatto anche adesso guardo ai contenuti e non alla forma.
    Mi chiedo continuamente quanti soldi si guadagnano con questi benedetti adsense. Ne vale veramente la pena?

    Rispondi
  6. Doxaliber

    Questo post è un po’ un’autocritica o sbaglio?

    Io ed il mio blog viviamo benissimo senza autopostarci in 10 diversi siti di editoria sociale, certo, faccio un minimo di promozione su alcuni canali specifici, ma scrivo quello che mi pare, quando mi pare, all’ora che mi pare, con la frequenza che mi pare. Non faccio scambio link selvaggio e non faccio “comunella” su oknotizie per prendere voti. Non posto le notizie del mio blog, se lo fa qualcun altro sono contento, ma ciò avviene raramente. Eppure il mio blog va bene lo stesso. Segno che una via alternativa c’è, si tratta di sapersela costruire.

    Rispondi
  7. Merlinox Autore articolo

    @splendori: ci sono dei blogger italiani che ci vivono egregiamente. ci sono blogger che si fanno quei 2-3$ al giorno. Chiaramente se ci vuoi guadagnare è necessario programmare bene come, analizzare sempre le parole chiave etc.

    @doxaliber: assolutamente autocritica.

    Rispondi
  8. Rammit

    Come facilmente si può notare, io sono uno di coloro che appartiene ad uno di questi benedetti network di nanoblogging. Mi sento strano a parlare della mia esperienza in questi termini, mi sembra di parlare di lavoro e di hobby assieme… Non voglio millantare nulla, nè rendermi più importante, influente, interessante di quello che sono. Essere pagato per scrivere mi rende un professionista? Non penso proprio. Avere esperienza di anni di blogging personale scazzato mi rende un veterano della blogosfera? Bah, anche se fosse la cosa non ha alcuna influenza.

    Ho lavorato “a cottimo” mastrodongesualdamente per un po’, e ora lavoro sotto un’altra forma contrattuale, ma in ogni caso mi ritengo un caso fortunato. Vuoi per il carisma di chi mi ha scelto come collaboratore quando il mio blog, Trackback, è stato fondato, vuoi per la mia passione ed impegno (che giuro, ci sono) ho avuto più fortuna di molti che si ritrovano a fare le telescriventi umane per argomenti di cui francamente se ne sbattono.
    Io ho una certa libertà editoriale (diciamo totale), mi trovo bene e ho un ritmo di aggiornamento che sostengo senza troppa fatica (messo su contratto anche quello, ma solo perchè comprendo bene quello che sono in grado di gestire).

    Io mi sento bene così, e credo di aver fatto finora un buon lavoro. Non rubo contenuti a nessuno, non l’ho mai fatto, e ho imparato a fare questo “lavoro” (mi sembra sempre strano chiamarlo così, perchè non mi sembra di lavorare) da zero.
    Per quel che riguarda la questione blogosfera italiana, odi, rancori e aggregatori sociali, mi trovo perennemente spiazzato. Ad onor del vero, non guardo neppure ai blogger miei “concorrenti” italiani, perchè… Non lo so perchè. Non ascolto musica italiana, non leggo molta stampa italiana, e mi piace leggere la letteratura straniera. Mi sento a disagio nella blogosfera nostrana, probabilmente perchè sono un bastardo esterofilo, probabilmente perchè mi sento troppo vicino come sensibilità ai suoi esponenti.
    Sono su oknotizie anche io, commento spesso, ricevo voti, ogni tanto vado in home, molto spesso no… ma se devo essere sincero, sono 300 visite in più o in meno.
    In confronto a quello che totalizzo da google, è tutto sommato poco significativo.
    Oknotizie per me è poco più di un forum, una chat, una community… come mezzo di promozione è abbastanza penoso, se devo essere sincero.

    Perchè ho fatto tutto questo discorso, infinitamente logorroico, di cui non te ne può fregare nulla? Boh, francamente mi son sentito in causa dalla tua frase sul nanoblogging, e ho provato la necessità di provarti che può avere un volto umano. Una paginata di ciarle senza senso può essere considerata una prova? 😀

    Rispondi
  9. DanieleMD

    Aleggia un po’ di tristezza merlì?
    Intanto la descrizione è perfetta , soprattutto la parte in cui dici che 100 pagine dano più gioia di 1000 o 10000 è esattamente ciò che ho provato io!
    Devo dire che ho attraversato tutte e tre le fasi e adesso sto cercando di disintossicarmi dalla terza. Come? Tornando ai contenuti per cui ho deciso di aprire prima il mio sito poi il mio blog ovvero la libera divulgazione scientifica. Infine, come ben sai amico mio, neanche io rinnego nessuna delle amicizie nate grazie ai social, anzi! Sono vere e semplici, come piacciono a me 🙂
    Un caro saluto
    Daniele

    PS ti devo correggere solo una cosa: ormai oknotizie non porta più migliai di accessi in un’ora al massimo ne porta 2-300 🙁

    Rispondi
  10. Merlinox Autore articolo

    @rammit: grazie della tua testimonianza. E’ stata davvero importante. Ti distingui da una massa, in quanto hai usato la tua occasione per rampa di lancio. Hai investito su te stesso e su chi ti da fiducia. Molti però per 2-3€ a post ritengono indegno perdere 1h per un post: gli diamo torto? E’ sempre una questione di obiettivi.

    @danieleMD: amicizie da filtrare e a cui porre attenzione. Molti validi, molti solo ruffiani. Oknotizie sta calando, se ne accorgono tutti. Molta della corpa è degli admin, molto anche perchè è ormai un luogo di sinistra. Nulla in contrario però la politica in un social a me non piace, d’accordo o meno con le ideologie.

    Rispondi
  11. Rammit

    @merlinox: no, sono il primo a dare loro ragione. Ma poi se qualcuno li critica per la loro qualità, quantità o metodi di promozione non hanno alcun diritto di replica.
    Per certi versi mi ricordano quelli che parcheggiano il furgone intralciando il traffico per due ore e se ti incazzi ti rispondono che LORO stanno lavorando, se mi permetti la metafora automobilistica 😀

    Rispondi
  12. Fabio

    Un ottimo post, credo tu abbia descritto molto bene la situazione, l’altro giorno, con toni un po’ troppo apocalittici e diffamatori un altro blogger ha spiegato alcuni metodi usati qui e la cosa è davvero assurda. Poi c’è anche la parte dell’autocritica, che ogni blogger dovrebbe farsi, il problema è che spesso la fanno solo quelli con “meno peccati” mentre i “furbetti del socialino(che è il social net. piccolo:) ” se ne fregano, ci ridono dietro e continuano ad imperversare (indisturbati) dentro Ok notizie…

    Rispondi
  13. Merlinox Autore articolo

    @fabio: grazie fabio. comunque c’è poco da nascondersi. i nomi e le liste dei gruppi si sono letti ovunque. per un periodo hanno fatto anche molto comodo, prima di tutto ai social stessi, che ora ipocriticamente fanno finta di niente e fanno i buonisti. Poi però sono i primi a piazzare dei gran AdSense.

    Il problema è un altro. Non è social o adsense. E’ che i blog muoiono depressi senza commenti, in quanto vanno sui social. E che i titoli dei post sono più importanti dei post stessi. Vorrei proprio vedere le statistiche del CTR di un sociale (dove si vota, quanto si legge il post, etc…)

    Rispondi
  14. Merlinox Autore articolo

    @ilrock,sara: grazie del clap clap, ma voi la pensate uguale uguale a me?

    @laburno: ti avevo appena risposto “dilà” per invitarti “diqua”. Mi fa piacere tu sia caduto da queste parti, spero di non perderti allora.

    Rispondi
  15. Sara

    Dunque io penso questo: ogni evoluzione degna del nome è accompagnata da una scia di degenerazione.
    Così, finito l’entusiasmo legato al senso di “colonizzazione” di una piccola parte di web (in realtà nient’altro che il consolidamento di una presenza online), molti cercano di strumentalizzare, monetizzare, accrescere la propria popolarità ( -> influenza -> potere) svuotando quegli stessi ideali di condivisione che avevano inaugurato le prime esplorazioni di queste nuove terre di frontiera.
    Non so dire quello che verrà comunque, ma voglio essere ottimista e voglio sperare che ci sarà maggiore rispetto verso coloro che creano contenuti in modo disinteressato, spinti da un ideale di interazione, sic et simpliciter.

    🙂

    Rispondi
  16. Merlinox Autore articolo

    @Sara: grazie per la tua testimonianza. Sono d’accordo con te anche se ritengo che un blogger serio possa utilizzare gli strumenti di advertising per auto-sostenersi. Se poi l’ottimizzazione di tali strumenti supera l’impegno per la qualità, allora inizia ad esserci un problema di fondo. Grazie.

    Rispondi
  17. Merlinox Autore articolo

    Grazie Andrea, mi fai scappare la lacrimuccia. Peccato che molti big l’abbiano skippato diretti. Purtroppo finchè la blogosfera italiana, o parte, dipende all’80% da oknotizie, non possiamo sperare in miglioramente qualitativi. E ti parlo da reo confesso, non da teorico 🙂

    Tanti complimenti ma zero trackback. Ci sarà un motivo no?

    Rispondi
  18. Laburno

    Se i social italiani non funzionano, è perché sono strumentalizzati, no? Allora perché sbattersi?

    Se un social è letteralmente — dominato — da web markettari, significa che costoro sono (siamo) la maggioranza tra l’utenza. Allora perché rincorrere le tanto agognate homepage se poi si rivolgono ad un pubblico di questo tipo? Per diventare il re dei social-climbers?

    Poi la questione dei soldi, non ha senso secondo me. I vaini (=soldi, a sufficenza) da un blog non ce li tiri fuori così facilmente. Specialmente se il blog lo scrivi in italiano: manca la massa critica di utenza (potenziale). Ecco perché gli anglofoni sono avvantaggiati: possono essere letti da tutto il mondo. Se si smettesse di cavar il sangue dalle rape, forse funzionerebbe meglio tutto (sopratutto i social).

    Che ne pensi?

    Rispondi
  19. Merlinox Autore articolo

    @laburno: la riflessione sul tipo di utenza la concordo in parte. L’utenza non marchettara cmq clicca solo quello che ha voto alto o titolo shockante. Poi magari il click della comune… vabbè dai ci si è capiti.

    Per quanto riguarda i siti anglofoni, è vero che il pubblico è enormemente superiore, ma la concorrenza è esponenzialmente più elevata.

    Non bastano 10 o 100 amici, serve la qualità effettiva. Anche perchè all’estero sanno cosa sono RSS, Social etc…

    @andrea: non sentirti in obbligo 🙂

    Rispondi
  20. Laburno

    L’utenza non marchettara cmq clicca solo quello che ha voto alto o titolo shockante.

    Si è vero ma il problema è che l’utenza non marchettara dovrebbe essere >> dell’utenza marchettara.

    Per quanto riguarda i siti anglofoni, è vero che il pubblico è enormemente superiore, ma la concorrenza è esponenzialmente più elevata.

    È vero si, però oltre la concorrenza anche le occasioni e le probabilità di profitto sono esponenzialmente più elevate. E anche la possibilità di colonizzare nicchie tematiche che da noi non esisterebbero neppure.

    Non so, non riesco ad avere fiducia: siamo un po indietro. Spero che sia solo un problema di abitudine ai nuovi mezzi e non solo una fredda questione di numeri.
    Avevo la mezza idea di provare Wikio, che sembra un prodotto solido e con la possibilità di venir apprezzato velocemente: te che ne pensi?

    Rispondi
  21. Merlinox Autore articolo

    Se hai voglia trovi la mia intervista a mr. wikio in cui si possono capire molte cose. Wikio è un social, ma si basa sui principi di interrelazione dei link tramite analisi degli RSS.

    Inoltre la segnalazione è automatica per i blog indicizzati e la taggettizzazione viene fatta da un analizzatore semantico.

    E’ un progetto enorme, internazionale: insomma “tira” meno di ok, però è sociale.

    Rispondi
  22. Pingback: Come fare arrabbiare i social bookmark | MrX

  23. Pingback: Blogosfera: tattiche poco limpide per aumentare la popolarità del proprio blog. Il parere degli esperti | EmaWebDesign :: Web Programming / Web Design / SEO

  24. @meobirba

    ciao , ho capito che sei in crisi , puoi farne una crescita o un cambiamento di percorso. vedi tu.
    Per me la rete e’ iniziata 15 anni fa , come rifugio dalla realta’ troppo dura , per me.
    Una revisione completa del mio io, del mio perche’ esisto.
    Mi impediva di pensare , mi sebrava che il tempo si anullasse.
    Mi dicevano che perdevo tempo, non e’ vero : nulla si perde mai.
    Non ero nessuno, in rete , ero solo una casalinga annoiata, una ignorantissima utonta , si : Utente tonta , cosi’ si chiamavano i Niubbi a quei tempi in cui il massimo di interattivita’ della rete erano i News Group , pieni di informatici dell’Olivetti .
    Forse tu eri piccino , ancora , ma oggi leggendo questo tuo post , ti posso dire che ho visto quel che dici, avvenire.
    I NG sono stati venduti a Google , da qualcuno che li gestiva nell’ombra , e faceva un po’ da dittatore, lui si che ha fatto i soldi , e tanti altri pure, altri sono diventati i direttori della rete com’e’ organizzata oggi , coi portali di grandi server virgilio, libero ecc ecc . Le chat allora erano su Canali IRC che oggi sono a pagamento , e ho visto nascere le prime chat su web . Assurdita’
    Ho visto nascere la virtual life e finire coim’e’ adesso , senza parteciparvi , solo facendoci un giro , e capire che era solo il sogno realizzato dei miei compagni di IRC .Assurdita’ di menti informatizzate.
    Oggi , sono tornata attiva in rete, perche’ durante il Referendum mi sono incuriosita di Twitter , sentendone parlare dalla primavera araba , e contemporaneamente mi sono trovata con l’influenza allettata per una settimana.
    La rete e’ diventata un’altra cosa , oggi.
    Bisogna usarla con molta attenzione, per non bruciarsi.
    Non e’ piu’ solamente un coltello , da saper maneggiare , ma qualcosa di molto di piu’ … e’ come la scoperta del Fuoco.
    Siamo in un’era diversa.
    Perche’ sai … cit di me medesima ” attraverso la rete non passano solo bit , ma molto di piu’ ” .Restiamo umani.

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Ti ringrazio per l’affetto, ma ti segnalo che questo post è del 2008. Non ho nessuna crisi, era solo un modo per fare vedere come la rete si sia trasformata ma che 3 anni fa la vision era già chiara.

      Sul “forse tu eri piccino” magari ti consiglio di dare una occhiata alla mia BIO, perchè nel 1996 – solo per motivi passionanagrafici – io stavo già facendo il mio primo sito 😉

      Rispondi
      1. @meobirba

        scusa , ma ho visto il tuo twitt di oggi, non riesco a leggere le date in grigetto , sono una vecchietta.
        cmq, allora sai tutto , di quel che dico . nulla di nuovo

        Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *