Blog oggi: utenza, promozione e social bookmarking

Steve Pavlina

ha fatto del "

bloggare

" il suo lavoro. Il suo sito è uno dei più sequiti dai blogger del mondo.

I suoi post sono tra i più lunghi del web. Alcuni suoi articoli sono a mio avviso delle pietre miliari dello scrivere online. Cito ad esempio:

 

Scrive cose che un po’ tutti i blogger / webmaster con esperienza hanno già notato e analizzato. Il suo punto forte però è che ne fa delle regole, delle checklist, le cataloga e dà a ogni cosa una spiegazione.

 

Una cosa però è da dire: bloggare in inglese è un altro mondo, ciò di cui parla Steve nei suoi lunghi articoli non sempre per noi italiani è applicabile. Guadagnare con il proprio blog in Italia è utopico (si accettano volentieri smentite), escludendo casi tipo Beppe Grillo, che ha fatto di internet la sua nuova piattaforma mediatica, ma che non è partito da quella piattaforma per arrivare al successo.

 

Le differenze basilari, secondo me, sono:

  • il bacino di utenza
  • la cultura dei navigatori
  • la promozione online
  • il social bookmarking
  • i feed RSS
  • adsense & advertising

 

 

Il bacino di utenza

Il bacino di utenza potenziale di un sito italiano, contro quello di un sito in lingua inglese non è assolutamente confrontabile. Guardando le statistiche relative ai 10 principali linguaggi dei navigatori, la prima lingua è l’inglese con 329 milioni (28.7%) di utenti. L’italiano è al nono posto con 31 milioni di utenti. Un bacino potenziale di utenti, quello italiano, pari a meno del 10% del bacino anglofono!

 

Questa stima risulta però assolutamente ottimistica in quanto l’inglese è seconda lingua in moltissimi stati del mondo, in modo particolare in Cina, che risulta la seconda maggiore lingua con 159 milioni di utenti (11.3%). Il dato definitivo potrebbe essere di 31 contro 600 (siamo cmq stati molto ottimisti) arrivando ad un bacino pari al 5% di quello anglofono.

 

Il confronto è effettivamente inadatto, la propagazione dell’informazione di un sito in inglese non ha eguali, con i pro e i contro chiaramente. I siti in inglese rispetteranno le statistiche sopra rilevate e la lotta per la SERP sarà notevolmente più ardua.

(fonti: internetworldstats.com)

 

 

La cultura di navigazione

In Italia purtroppo internet è arrivato molto molto tardi. Inoltre è arrivato (e lo è tuttora) male: la qualità delle connessioni italiane è tra le peggiori in europa e nel mondo sviluppato. Anche la cultura dei navigatori italiani è molto ridotta e parecchi di coloro che navigano hanno difficoltà ad utilizzare anche i basilari strumenti di navigazione (pulsanti avanti indietro, selettori (select), bookmark, cookie…).

 

In Italia per la comunicazione il fax regna ancora padrone, il NIC stesso fa del fax il principale (unico) strumento, nonostante dure lotte da parte di chiunque lavori nel settore (vedi Cambia NIC). Molte zone italiane sono prive di collegamento veloce (ADSL), molte aziende italiane sono prive di internet e, la cosa peggiore, non ne sentono alcuna necessità: molti rifiutano ordini e fatturazione via mail e pensano ancora che l’e-commerce sia un demone che ruba i soldi dalla carta di credito, e che internet sia solo fonte di virus (che poi devi chiamare la manutenzione).

In Italia i costi di connessione sono tra i più alti in Europa, in Francia quello che noi paghiamo una 4 mega, hanno una 20 mega, tanto per capirci. Siamo al 38° posto nel mondo dietro a Thailandia, Qatar e Tunisia (vedi ricerca di PI).

 

 

Promozione online

La crisi che ha investito l’intera azienda italiana qualche anno fa, ha costretto molte aziende ad effettuare tagli alla comunicazione e alla pubblicità. Adesso pare che il mercato si stia riprendendo. Timidamente qualche azienda italiana inizia ad affacciarsi nuovamente sul mondo della promozione online, approfittando anche della facilità di strumenti tipo AdWords di mamma Google.

 

In Italia l’online advertising è ancora un mondo quasi tutto da scoprire, gli imprenditori della piccola e media industria italiana devono perdere quella paura nei confronti del nuovo media. Importantissimo sarebbe trasferire non solo la redditività della pubblicità online (inteso come ROI), ma soprattutto le infinite possibilità che ci sono di monitorare i soldi investiti (viste, click, percorsi, tempi, couponing, …).

 

All’estero sono numerose le aziende che affidano i loro prodotti a test da parte di siti e di blogger, credendo nella qualità del proprio prodotto e investendo la propria "faccia" nella promozione dello stesso: un grosso rischio per un’azienda che si dovrà sottoporre a elogi, consigli, critiche e veri e propri massacri, predisponendosi all’apertura e al dialogo. Chiaramente un costo per l’azienda, ma la sicurezza di "partorire" un prodotto valido e "condiviso".
Tale attività però spesso è colpita dall’insidia del business tradizionale, trasformando le review (recensioni) in vere e proprie promozioni pagate.

 

Come tutti gli strumenti "nuovi" devono essere accolti dai navigatori con intelligenza e moderazione, con occhio critico e non prendendo tutto come oro colato. Interessante a questo proposito il pensiero di Sanger. co-babbo di Wikipedia, che esprime la sua opinione in un momento di crisi dell’enciclopedia più grande del mondo. Se dovesse verificarsi quanto da lui predetto (la morte di Wikipedia) potrebbe entrare in crisi l’intera cultura web 2.0, associata fortemente al modello Wiki!

 

 

Il social bookmarking


Create polls and vote for free. dPolls.com

Nomi come digg.com e del.icio.us in Italia per molti non vogliono dire nulla. All’estero sono veri e propri monumenti del web 2.0, del condividere risorse online nonchè importanti strumenti di marketing. Aziende come Adobe hanno creato delle vere e proprie zone su del.icio.us per promuovere le pagine dei loro siti ed aiutare i navigatori nella navigazione. Il tutto inizialmente ordinato tramite i TAG, in italiano le etichette, parole o brevi frasi per catalogare i link. Successivamente sono ricomparse le categorie, come complemento di suddivisione. Anche questo blog è diviso in poche macro-categorie e ogni post è caratterizzato da TAG.

 

Non solo marketing, ma anche filosofia di navigazione. Ben vengano i motori di ricerca, ma perchè non cercare guardando anche quello che consigliano gli altri? Ad esempio se cercare un programma per fare frattali comparate la SERP di google e quella di del.icio.us. Con Google vedete per primi i link con un buon SEO, o parecchi link entranti. Con del.icio.us immediatamente sapete che 510 persone hanno scelto Apophysis.org: ci sarà un motivo!

 

Un po’ diversa la filosofia di digg.com che spinge maggiormente nella condivisione di news , di qualsiasi genere. Digg.com è addirittura responsabile della caduta di molti server web: blogger o siti impreparati, finiti improvvisamente in homepage e travolti da ondate di visite non previste.

 

In Italia per ora esiste OkNotizie. Un ottimo prodotto, gestito bene. Purtroppo utilizzato da gente dell’ambiente e poco da navigatori qualsiasi. Uno strumento di marketing potente che permette a blogger o webmaster con qualche decina di voti di soggiornare in homepage e fare una buona incetta di link entranti. Per combattere questa mancata ingenuità servirebbero numeri, numeri di navigatori "normali" che sfruttassero il sistema per il fine per cui è nato: il social bookmarking!

 

 

I feed RSS


Create polls and vote for free. dPolls.com

Spesso mi confronto con amici informatici (non web) che cadono di fronte alla domanda "ma tu usi i Feed, usi l’RSS". Ma cosa sono questi feed? E’ un modo "nuovo" per tener traccia di un sito, di un flusso di informazioni. Un file XML, formattato secondo una precisa sintassi, e un lettore (online o desktop) che controlla periodicamente la presenza di novità. Tutto qui! Io uso da tempo Google Reader, uno dei più utilizzati, e tengo traccia di decine di feed: sono sommerso di informazione e mi sento forte. Senza contare che l’informazione che arriva dai blog è criticabile: la massima espressione della condivisione della conoscenza. Chi pubblica sa che potrà essere seppellito esaltato o ignorato. Forse l’ultima è la cosa peggiore. E più aumentano i propri navigatori, più la responsabilità di ciò che si scrive cresce.

 

 

AdSense & advertising

AdSense è stata una vera e propria rivoluzione. La possibilità per chiunque di auto-finanziare il proprio sito. In pochi minuti si crea un account, si sceglie il formato e si mette la pubblicità sul proprio sito. I guadagni sono in base al CPC (cost per click) del banner che viene visualizzato. I banner sono sensibili ai contenuti del sito: se si scrive di auto, gli annunci saranno a tema (ricambi, auto, donne, …). E’ chiaro che se un inserzionista (chi paga per il banner) sceglie di associare la pubblicità della propria azienda di scarpe con le parole droga e viagra, crea un po’ di ragionevole confusione.

 

Per AdSense, o meglio per i ricavi che può trarne un blogger, vale sicuramente la regola che i ricavi sono proporzionali agli accessi. Il primo fondamento per trarre guadagno pulito dal proprio sito: aumentare accessi e aumentare i lettori fidelizzati tramite feed e newsletter. Ma va anche un’altra regola: la regola di Merlinox per l’Online Advertising:

I ricavi sono inversamente proporzionali alla cultura web dei navigatori

Cosa significa? Significa che blogger esperti, web master esperti, uomini di i-mktg gli annunci di adsense non li vedono, a meno che non li stiano studiando. Non hanno bisogno nemmeno di software che elimina la pubblicità, lo fanno in modo automatico, occhio e cervello. Un navigatore normale (un po’ inesperto) scorre un blog e, se per caso trova un annuncio interessante, clicca, senza capire che è un link esterno, un link pubblicitario e che lo porterà in un altro sito. Anche per questo che spesso gli annunci solo testo tendono ad avere una maggiore redditività rispetto a quelli con le immagini: si confondono maggiormente con i testi del blog.

 

Poi online (purtroppo) c’è anche il keyword advertising, che personalmente odio. Strumenti da integrare con il proprio sito che autonomamente creano link pubblicitari su parole dei siti in cui sono installati, proprio dentro agli articoli. Tutto ciò a quasi completa insaputa dei navigatori. Odiosi. Anche qui chiaramente, il navigatore esperto, al passaggio del mouse (onMouseOver) vede un comportamente particolare e non clicca, ma per i navigatori normali sono delle vere e proprie trappole: da abolire!

 

 

E quindi…

L’intenzione non era di scrivere un post simile, ma mi sono partite le dita e ho sentito la voglia di mettere un punto di puntini sulle cose che vivo ogni giorni. Potrei continuare ad andare avanti, facendo esplodere ogni argomento, ma sicuramente risulterei pesante e nessuno leggerebbe. Magari se c’è qualcosa che avreste piacere portassi avanti sappiate che sarò lietissimo di farlo!

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20 pensieri su “Blog oggi: utenza, promozione e social bookmarking

  1. Pierluigi "Lotek" Ruotolo

    Sono in accordo su quasi tutto, ottimo articolo. Il problema principale per noi italiani è che la maggior parte degli strumenti per guadagnare o "portare" il traffico sui siti sono focalizzati sulla lingua inglese. Inoltre i numeri sono piccoli, ma veramente piccoli, soprattutto se si vogliono tenere contenuti seri e non c’è una cultura del link o dello scambio o della segnalazione che vada oltre la mania del momento. Se una cosa non è urlata o non si è già famosi non c’è speranza: se non ci si pensa con qualche tecnica SEO e google non ti assiste le visite non arrivano e devi sempre trovare un modo per attirare l’attenzione e calarti le braghe, anche se scrivi le cose più interessanti del mondo (o le uniche) per la tua nicchia. Se deve essere un lavoro questo può anche andare bene, ma se deve essere un piacere non ci siamo proprio, meglio lasciare il campo ai professionisti della marketta e dell’intrattenimento…

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  2. Merlinox

    @lotek: secondo me se il discorso è meramente piacere di scrivere, uno si diletta a scrivere ciò che vuole e a rispondere agli eventuali commenti che gli fanno. punto. IMHO.

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  3. Francesco

    Ciao Merlinox, bel post, ho trovato tutto quello che dicevi condivisibile. Una cosa pero’ non condivido, la mancanza di proposte. Nel senso, cosa ci inventiamo per cambiare lo stato delle cose. I blog in Inglese e’ vero hanno piu’ possibilita’ ma anche molta piu’ concorrenza! Bisogna dire che noi blogger italiani manchiamo di iniziativa, siamo bloccati negli schemi che ci hanno imposto. Io non ci sto, dobbiamo cambiare le cose, spero tu sia daccordo!

    Francesco

    Rispondi
  4. Merlinox

    @francesco: trovo molto interesse per il tuo punto di vista e per la tua sentita necessità di cambiamento. Riesci a spiegarmi meglio cosa intendi?

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  5. Val3riO

    Tutto molto ben fatto, però a mio modo di vedere la problematica in italia deriva interamente dal secondo punto:
    diffusione di internet e cultura della navigazione.

    Non ci sono storie, diffondere internet per bene a basso costo e spiegarlo porta al superamento delle problematiche successive.

    Tieni solo conto che in Usa ti connetti gratis da dove vuoi col wifi…

    Comunque ottimo post!

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  6. Massimiliano Badolati

    Ciao Merlinox, ottimo articolo.

    Condivido “quasi” tutto quello che hai scritto, sei riuscito a focalizzare bene le differenze tra le due blogosfere.

    Io non definirei “utopica” la possibilità di guadagnare con i blog in italia, la definirei “rara ma possibile”. In fondo se ci sono i vari Robin Good, Geekissimo, Salvatore Aranzulla, Blogo e Blogosfere, vuol dire che questa possibilità esiste..non saranno mica degli extra-terrestri?

    Credo che il problema sia nel crederci e nel pensare positivamente. Nella blogopalla italiana permane un senso di negatività e un senso di inferiorità rispetto alle altre realtà internazionali che, secondo me, avvelena gli animi e le speranze.

    Io voglio diventare un blogger professionista e ci riuscirò, perchè credo che non ci vogliano particolari formule magiche ma solo tanta passione e tantissimi sacrifici..ma in fondo, passione e sacrificio non sono i due elementi basilari per sfondare in qualsiasi professione?

    Che ne pensi?

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  7. Merlinox Autore articolo

    @massimiliano: io ti auguro tanta fortuna. E’ un lavoro duro e impegnativo. Ma come hai detto te qualcuno ce l’ha già fatta ma soprattutto nulla è impossibile. Grazie della visita.

    Rispondi
  8. Pingback: Laburno

  9. Merlinox Autore articolo

    @laburno: è comunque un discorso di “redditività” anche qui se vogliamo metterla su questo piano. Mi spieghi a cosa serve andare in home di upnews, se a fine giornata ti porta 10 visite?
    Oppure di ziczac, che è cento volte più bello di ok, ma ha un CTR purtroppo infame?

    Cmq se vuoi dare una occhiata anche a questo:
    http://blog.merlinox.com/blogosfere-meritocratica-autoreferenziale-prostitutica/

    Troverai il mio punto di vista completo.
    Grazie

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  10. Pingback: Guadagnare online con il blog @merlinox

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