Blog multilingua col “g” traduttore

Lingue Diverse Per Esprimere Una Sola Parola di ° Lιттlε вυттεяҒly °

Secondo Enrico Sigurtà avere il blog multilingua è uno dei fattori che permette di guadagnare di più con il proprio blog, sfruttando Adsense. La sua proposta, diciamo economica, è quella di sfruttare gli strumenti di traduzione online gratuiti: infatti propone Babelfish, il tools da sempre usato da Altavista.

Io che sono più filogugolliano propongo invece la soluzione utilizzando Google Translate. Se andate nel sito Google stesso mette a disposizione uno script da inserire nel sito per avere un comodo gadget con menù a tendina e decine di lingue disponibili. Con un click il navigatore ottiene il sito tradotto.

Devo dire che i risultati, specie per chi spinge un po’ su linguaggio e slangy, non sono sempre affidabili. Ammetto però che sempre più spesso i risultati di Google Translate sono decisamente buoni. O almeno permettono di capire il linguo nell’idioma sconosciuto.

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Soluzione alternativa

Propongo una soluzione alternativa: sfruttiamo il traduttore di Google ma con un pizzico di javascript creiamoci il nostro link personalizzato da mettere dove vogliamo. Sostanzialmente prendiamo il link che genera il tool-traduttore (menù a tendina) e facciamo in modo di creare il link con l’indirizzo della pagina in cui siamo.

<a href="javascript:location.href='http://translate.google.com/translate?client=tmpg&hl=en&u=' + encodeURIComponent(location.href) + '&langpair=it|en';pageTracker._trackEvent('gTranslate','clickFromPost','en');">English &raquo;</a><br />

Spiegazione del link:

  • javascript:
    genera un link che è in realtà è una chiamata javascript
  • location.href
    proprietà per il cambio pagina
  • hl=en
    parametro URL che setta la lingua dell’ambiente del traduttore di Google
  • encodeURIComponent()
    codifica uan stringa impedendo a caratteri speciali di rompere la stringa URL, esempio convertendo le barre "/" etc.
  • location.href
    l’url della pagina in cui il navigatore è
  • langpair=it|en
    parametro URL che setta il linguaggio sorgente e il linguaggio di destinazione, in cui si vuole fare tradurre il sito

Tutto chiaro? Altrimenti fate un fischio nei commenti!

 

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11 pensieri su “Blog multilingua col “g” traduttore

  1. yuri

    anche io ho intenzione di metterlo, comunque è utilissimo il bookmarklet, questo è inglese italiano, modificando i vari en in es per esempio si traduce dallo spagnolo all’italiano:

    javascript:var%20t=((window.getSelection&&window.getSelection())||(document.getSelection&&document.getSelection())||(document.selection%20&&document.selection.createRange&&document.selection.createRange().text));var%20e=(document.charset||document.characterSet);if(t!=''){location.href='http://translate.google.com/translate_t?text='+t+'&hl=en&langpair=en|it&tbb=1&ie='+e;}else{location.href='http://translate.google.com/translate?u='+escape(location.href)+'&hl=en&langpair=en|it&tbb=1&ie='+e;};

    Rispondi
  2. Andrea

    Ottimo strumento: da verificare come accennavi la qualità del risultato.

    Si vedono sempre di più questi strumenti automatici di traduzione… ma sinceramente sono un po’ scettico: un blog di successo non dovrebbe essere di nicchia? Penso che anche la lingua aiuti a definire la nicchia.

    Comunque è da provare. Grazie per il consiglio. 😉

    Rispondi
  3. Louis

    Utilissimo post, sopratutto la variante con la soluzione alternativa, la vado a mettere subito alla prova
    Grande come sempre Merlinox

    Rispondi
  4. Merlinox Autore articolo

    @Andrea: notato proprio ultimamente, e anche oggi con alcuni colleghi, che la qualità è aumentata notevolmente. Forse complice anche l’approccio web2.0 di google: nel sito infatti è sempre richiesta una forma alternativa corretta all’utente finale.

    Rispondi
  5. Merlinox Autore articolo

    @Yuri: beh i bookmarklet sono sempre utili, ma alla fine sono strumenti di navigazione. Dal punto di vista del guadagno per un blogger non c’è miglioria.
    @Louis: sempre troppo buono!

    ps: sto tracciando chi clicca sulle statistiche. A giorni analizziamo i dati, al massimo richiedetemeli 🙂

    Rispondi
  6. Stefano

    Ottimo consiglio, ma secondo me conviene, almeno per chi fa uso di WordPress, usare l’ ottimo plugin Global translator disponibile a questo indirizzo http://www.nothing2hide.net/
    Personalmente lo utilizzo e ne sono davvero soddisfatto!!!
    PS: confermo, almeno per mia esperienza personale, che i guadagni da Adsense aumentano…
    Stefano

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  7. Merlinox Autore articolo

    Avevo sentito parlare anch’io di global translator. Anzi consiglio di leggere questo post di etechs proprio su global translator.

    Sinceramente vorrei evitare due cose:
    – non essere in grado di rispondere a commenti in lingue che non conosco (al più di rispondere ai commenti con il traduttore…)
    – pubblicare in modo “definitivo / pseudo manuale” post in una lingua tradotti automaticamente

    Rispondi
  8. Enrico Sigurtà

    Ehilà! Grazie per la citazione 😉 ( l’ho scoperta oggi che il mio preistoric-wordpress si è aggiornato 😛 ). Beh, in effetti c’è anche la possibilità di utilizzare Google. Ho citato Babelfish perchè è quello che ho visto utilizzare più spesso 🙂

    In realtà ci sono anche strumenti migliori di Babelfish e di Google Translator. Infatti questi strumenti si limitano a tradurre la pagina. Altri, come Translator Plugin Pro della Taragana dovrebbe, oltre a tradurre il post, anche indicizzarlo sui motori di ricerca creando una pagina a se stante. Ho visto adesso nei commenti che c’è anche Global Translator che sembra altrettanto buono. In entrambi i casi ho notato che questi plug in, nonostante traducano le pagine un po’ come capita, portano comunque traffico anche dall’estero.

    Vale la pena provarli se il blog lo permette… 🙂

    Rispondi
  9. Merlinox Autore articolo

    Tutto corretto. Sicuramente avere pagine proprietarie tradotte (e non su server di google) può aiutare parecchio. Poi, come dice il buon mister etechs.it, è necessario essere in grado di gestire l’eventuale utenza estera.

    Rispondi

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