Aruba ricade nei vecchi errori

Errare è umano. Perseverare è diabolico, e ti fa perdere tanti clienti. Questa è la storia di Aruba, il primo provider italiano di hosting e domini. Se ad ottobre un incendio aveva seriamente compromesso la struttura tecnica e la loro non-comunicazione aveva incrinato i rapporti con i clienti, quello che è successo pochi giorni fa è l’esempio che non si vuole imparare dagli errori.

In base all’unico documento ufficiale uscito dagli uffici aretini Aruba, venerdì alle ore 22.05, l’azienda dichiara che la caduta della farm è dovuta ad un guasto tecnico agli impianti di alimentazione.

A prescindere dalle problematiche tecniche la situazione è stata gestita nel peggior modo possibile: durante la caduta dei servizi l’azienda non ha emesso alcuna comunicazione pubblica, lasciando clienti e navigatori nel più buio dei dubbi. Su Twitter era un vero tam tam tra disperazione, rabbia, fanculismo e annunci di addio. Senza contare l’effetto avvoltoio ad opera di numerosi provider che più o meno elegantemente offrivano i loro servizi al grido di “noi non siamo così”, portando Aruba come esempio negativo.

Su Twitter si è letto di tutto e non nascondo che ho ceduto volentieri qualche decina di minuti della mia pausa pranzo, per leggere la fantasia degli internauti nella sua massima libertina espressione. Da Aruba il silenzio e nel frattempo si costituivano, più o meno spontaneamente, gruppi pronti ad organizzare azioni legali collettive: class action. Avrei voluto inserire un bel grafichino del trend di quelle calde ore, ma il sior Google ha deciso di rimuovere il real time 🙁

Vogliamo fare di peggio: certo Aruba ci sei riuscita. Un comunicato stampa pessimo nei modi e nei contenuti:

  • è chiaro che i media hanno stra-rilanciato la vostra “velina” ma sarebbe stato un gesto di forte umilità e responsabilità il porlo nella homepage del vostro sito, e non annegarlo nel sito d’assistenza
  • nel CS non si legge “scusa” nemmeno una volta: ore di siti giù e non vi permettete nemmeno di scusarvi? ma chi siete?
  • la chiusura del CS è pessima e presaperilculista in modo ossessivo compulsivo “Aruba S.p.A desidera ringraziare i clienti per la comprensione manifestata ed invita a contattare il servizio di Assistenza per qualsiasi comunicazione o richiesta.”. Ma chi volete prendere in giro che siete stati massacrati per ore? Sarebbe che tutti i clienti contattassero veramente l’assistenza!

Vi lascio con i riferimenti dell’ADOC, l’associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori, adoperata da subito nella raccolta delle contestazioni da parte dei clienti Aruba, per preparare una class action: è questo quello che loro chiamano “comprensione”?

Spesso online si possono trovare guide su come trattare i clienti: beh anche questa lo è, non fate mai come hanno fatto loro, nè durante nè dopo! Piccola doverosa considerazione: molti siti di e-commerce e siti importanti, hostati su Aruba, sono scesi sul piede di guerra. Ma se avete un sito così importante, non ritenete che abbia la necessità di avere un hosting di un certo livello, e non un entry level da 40-50 € l’anno?

ps: io su Aruba non ho più nulla 🙂

Loading Facebook Comments ...

9 pensieri su “Aruba ricade nei vecchi errori

    1. Merlinox Autore articolo

      Prima avevo Crystaltech, Aruba e Tophost. Ora Tophost e Aruba gli ho eliminati e ho spostato quasi tutto su OVH, dove mi trovo molto molto bene. Mantengo per motivi di “linguaggio” Crystaltech. Dinenticavo: ho pure qualcosa da dominiofaidate, non male.
      ps: questo sito invece è da un amico!

      Rispondi
  1. Vincenzo La Rosa

    Io sono su netsons fin dall’inizio e mi trovo benissimo.. 😉 le risposte alle domande arrivano nel giro di 30 minuti al massimo.. 😉 😀 sono molto professionali e non costano un occhio della testa.. su aruba se vuoi il mysql lo paghi a parte e ti danno 200mb per il database.. ma che stiamo scherzando?…

    Rispondi
    1. Merlinox Autore articolo

      Secondo me la differenza tra gli hosting non è solo € e feature, ma soprattutto supporto disponibilità e elasticità. Poi è chiaro, in base alla criticità del progetto bisogna adeguare le garanzie dell’hosting.

      Rispondi
  2. Angelo

    Dopo tutta quella pubblicità che hanno fatto ci credo che prendono fuoco i server. Non oso immaginare le entrate, e nemmeno un soldo per l’implementazione. Questa è la solita azienda italianotta stile telecom che usa la scusa del gran numero di utenti come alibi per il pessimo servizio. Se ho capito bene, gli alimentatori che si sono guastati erano reduci dall’incendio… cioè, erano brucacchiati?! non affiderei a loro neanche il sito del mio peggior cliente.

    Rispondi
  3. Daniel Parretta

    @merlinox
    Ma l’ incendio non si era verificato alla fine di Aprile di quest’anno? Oppure ce n’è stato un altro ad Ottobre? Certo che Aruba sta messa male ultimamente.
    @Vincenzo La Rosa anche io uso Netsons e sono pienamente soddisfatto. A dire il vero ne utilizzo anche altri tra i quali Joomlaspace, Vhosting e anche Tophost.

    Rispondi
  4. Nicola

    Si mezza italia di nabbi che si affida ad Aruba, come spararsi nelle palle ed esserne contenti!

    Pino: perchè non consideri un hosting straniero? germania, inghilterra?
    Gino: No no voglio il ping Basso.
    Pino: Dove lo metti?
    Gino: Aruba.
    Pino O_o’

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *