Elezioni amministrative: vomito

Rovigo questo weekend si è trasformata in un comizio elettorale. Ogni singolo buco del centro storico è stato preso d’assalto da gazebi urlatori e ruffiani. Migliaia e migliaia di volantini e bigliettini da visita pieni di nullità e privi di concretezza.

Più sentivo urlare in piazza Grillo, Casini e Vendola (che in Piazza ha esordito con “ciao compagni…”) e più guardavo la mia città che giorno dopo giorno si sta disintegrando: piste ciclabili bombardate, marchiapiedi da rischio vita, viabilità martoriata.

Loro urlano, noi dovremo andare a votare, ma più mi guardo in giro più scompaiono bandiere e ideali e vedo solo dei fantocci che gareggiano a chi urla di più e si ruffiana più gente. Passeggi per il centro e decine di persone di fermano e ti salutano, senza parlare di tutti coloro che assaltano Facebook con inviti e richieste di amicizia.

Un’altra settimana e tutto è finito: tanto non cambierà nulla, purtroppo, ma ci lasceranno nuovamente il centro libero, in modo che i nostri bimbi possano continuare a rincorre colombi e palloni.

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