Nov 28
Prendere le misure di bluandgreenContinuo un po’ alla volta il mio viaggio nel mondo di Google Analytics. Oggi vi parlo del tracciamente degli eventi. E’ un sistema di statistic tracking molto simile al tradizionale, ma permette di individuare per ogni "evento" più attributi. Attenzione: può essere fatto solo con il nuovo script di tracking ga.js.

Qualche giorno fa vi ho proposto lo script per tracciare ogni tipo di link nel vostro sito: link tracking. Uno dei maggiori difetti di tale sistema è che ogni evento tracciato diventa per Analytics una pagina: vi aumentano iperbolicamente le pageview, trasformando il dato in una informazione priva di significato (vi ricordate quando si "vendevano" gli hits???).

Con l’event tracking invece tracciate ciò che volete senza interferire con le statistiche delle pagine: l’ideale per tracciare widget, tools, ma soprattutto i vari sistemi di advertising, adsense compreso *. La struttura del metodo js dell’oggetto pageTracker è:

_trackEvent(category, action, optional_label, optional_value)

Quindi ben 4 diversi valori da poter passare alle statistiche.

Category

Il nome che volete dare al gruppo di oggetti / eventi da monitorare. Ad esempio: video, download, ricerche, advertising.

Action

Il tipo di evento o di interazione che si intende tracciare. Es.: play, stop, click. Attenzione che ogni "nome azione" è indipendente dalle categorie di appartenenza. Se volete tracciare due azioni distinti, ma dello stesso tipo, le caratterizzate personalizzando il nome dell’azione, magari mantenendo uno stesso prefisso:

videoTracker._trackEvent("Videos", "Play - Mac Chrome");
videoTracker._trackEvent("Videos", "Play - Windows Chrome");

Chiaro?

Label

Primo parametro opzionale, corrispondente a una stringa che personalizza ulteriormente il tracciamento dell’evento. Potete inserirvi il titolo del video, piuttosto che il nome di un file o una URL. Come per le Category e le Action il valore del Label è una dimensione indipendente dalle altre.

Values

Secondo parametro opzionale, questa volta però integer, un numero intero. Serve chiaramente per assegnare un valore ad ogni tracciamento. Ad esempio lo possiamo usare per un valore monetario o di tempo, o di priorità.


A questo punto ritengo abbiamo una buona infarinata per iniziare a usarlo, non ci resta che andare su  google code per leggere la guida completa e implementarlo sui nostri siti. Io nel mio ho già iniziato a usarlo per il tracciamento automatico dei link, prossimamente penso lo userò anche per gli altri eventi che voglio tracciare per benino senza che disturbino le mie statistiche.

Se qualcosa non è chiara, commentate che la rivediamo insieme. Per il resto vi riposto il codice di tracciamento aggiornato:

<script type="text/javascript">
    function outboundLinks(){
        links = document.getElementsByTagName("a");
        for (i=0;i<links.length;i++){
            myLink = links[i];
            if (myLink.href.toLowerCase().indexOf("www.sballato.com/") == -1){
                //myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview("outboundLinks/" + myLink.href.substring(7))’);
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackEvent("outboundLinks","click",myLink.href.substring(7))’);
            }else{
                //myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview("inboundLinks/" + myLink.href.substring(7))’);
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackEvent("inboundLinks","click",myLink.href.substring(7))’);
            }
        }
    }
    outboundLinks();
</script>

 

Versione tradotta per blogspot:

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
    function outboundLinks(){
        links = document.getElementsByTagName(&quot;a&quot;);
        for (i=0;i&lt;links.length;i++){
            myLink = links[i];
            if (myLink.href.toLowerCase().indexOf(&quot;www.sballato.com/&quot;) == -1){
                //myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview(&quot;outboundLinks/&quot; + myLink.href.substring(7))’);
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackEvent(&quot;outboundLinks&quot;,&quot;click&quot;,myLink.href.substring(7))’);
            }else{
                //myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview(&quot;inboundLinks/&quot; + myLink.href.substring(7))’);
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackEvent(&quot;inboundLinks&quot;,&quot;click&quot;,myLink.href.substring(7))’);
            }
        }
    }
    outboundLinks();
&lt;/script&gt;

foto di blueandgreen

* in questo caso avrete un po’ di scarto in quanto l’area cliccabile degli annunci non è inferiore al DIV. Idem per quanto riguarda banner con giochini in flash.

Nov 26

La corsa al PC più potente non si ferma mai, nemmeno in periodo di recessione. E’ un cane che si morde la coda. Le aziende producono software sempre più innovativo. Il software richiede maggiori risorse di sistema. Il pc (che non invecchia al massimo soffre di qualche "reumatismo obsolescentico") non riescie più ad essere performante per il nuovo software e serve un PC più potente. Un PC più potente? Le software house non possono che approfittarne e creare software in grado di sfruttare tale potenza… e avanti…. un po’ come…:

- dove vai?
- al cinema
- a vedere cosa
- Quo Vadis
- e che vor dì?
- dove vai?
- al cinema
- a vedere cosa?
- …

C’è quindi chi cambia computer, e chi invece adora il tuning informatico. Ma non potenziando il PC, ma tentando di  ottimizzare il software e velocizzare i processi. Tutto ciò si chiama PC Tuning o PC Optimizing.

Il bistrattato Windows Vista, che a me sinceramente piace parecchio ma che solo il 25% dei miei navigatori usa, potrebbe avere bisogno della vostra opera, specie se la versione che avete è una preinstallata dalla casa madre. Microsoft mette online alcune linee guida sulle principali azioni per velocizzare Vista (fonte microsoft):

  • cancellare i programmi che non usate
  • limitare i programmi che vengono eseguiti all’avvio (startup)
  • deframmentare il disco fisso, specie quello di sistema
  • pulire l’HD da file inutili
  • avviare pochi programmi allo stesso tempo (personalmente l’ho saltata: giusta ma non ce la posso fare!)
  • spegnere gli effetti visivi / animazioni
  • aggiungere memoria RAM (braviiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii)
  • verificare presenza di virus, spyware, malware
  • verificare con WEI la velocità del PC
  • verificare aggiornamenti del produttore

Detto tutto ciò e letto l’interessante guideline di Microsoft per un tuning perfetto vi consiglio qualche tool gratis da usare a vostro piacimento per verificare lo stato del vostro PC e velocizzare Vista.

  • vLite: una serie di tools che permettono di personalizzare Vista, verificare programmi installati processi e molto altro
  • TweakHound: un sito che propone decine di strumenti utili
  • SysInternals: nata come una società indipendente, ora è core Microsoft: i migliori tools che potrete mai trovare. Primo fra tutti Process Explorer e Autoruns, sezione Process Utilities
  • La triade della sicurezza Free Grisoft AVG, Spybot e AdAware
  • Ancora contro i virus il fantastico SAV32CLI a linea di comando
  • Lo scansionatore per eccellenza HiJackThis!
  • Infine, non meno importante, seguire i Blogger Italiani: Windows Vista: provate a leggere cosa dicono Mambro, NeuroItc e Tutto Volume.

Qualche consiglio spero di avervelo dato. Ora tocca a voi mettervi all’opera, sempre se ne avete voglia :)

 

Nov 25

la mia faccia di _alissa_Qualche giorno fa vi dimostravo l’impressionante crescita di Facebook in Italia, nonostante il sito esista da molto tempo: agosto 2005. E’ iniziato come un progetto ambizioso per connettere studenti americani di college diversi:

Thefacebook is an online directory that connects people through social networks at colleges.

Il nome originale era Thefacebook (tutto attaccato) e si proponeva di:

  • Cercare persone della propria scuola (Search for people at your school)
  • Cercare chi era nella tua classe (Find out who is in your classes)
    Grazie a Daniele che mi ha corretto. In USA infatti per ogni materia c’è una classe differente, non solo un prof. Anti-Gelmini docet???  Ora per punizione flessioni
  • Cercare amici di amici (Look up your friends’ friends)
  • Visualizzare la propria rete di amicizie (See a visualization of your social network)

Bisogna dire che Mark Zuckerberg aveva le idee chiare. Ma che sospettasse cotanta crescita? Per curiosità ho dato un’occhiata alla storia del dominio Facebook.com.

La sua nascita è a fine 1998 come dominio secondario di aboutface(dot)com con il payoff 

Never Misplace a Face!

che letteralmente significa "non mettere mai una faccia in un posto sbagliato". Il servizio offerto è di catalogare foto e biografie, curricula sostanzialmente, per conto di aziende:

maintains photographs and biographies of your employees and takes the place of your old-fashioned printed phone lists, address lists, facebooks, etc.

Fino all’agosto 2005 il sito si evolve costantemente, mantenendo il proprio business. Curiosità: aboutface(dot)com esiste ancora: sito nuovo, nuovi stili, ma stesso prodotto offerto. E il dominio facebook?

Mah…Sappiamo che il dominio venne acquisito la prima volta il 2 aprile del 2002, a una decina di dollari…, e che ora è in mano alla domain@facebook.com, proprietaria di oltre 300 domini.

Torniamo alla storia del sito. Attorno a fine agosto qualcosa cambia. Il libro delle faccie cambia obiettivo. Da strumento universitario e inter-universitario diventa uno strumento più ambizioso: dichiarano che è uno strumento per le scuole, tutte le scuole. Ma che per ora ci stanno lavorando… A fine ottobre dichiarano due facebook: college e high school.

A maggio 2006 la parola school sparisce, rimarrà un sottoinsieme della parola "reti". Facebook diventa una directory online per connettere persone attraverso reti sociali. L’evoluzione è praticamente compiuta. A ottobre 2006 specificano che le reti possono essere scolastiche, lavorative e geografiche.

Il resto lo conoscete bene, è storia moderna. In Italia la storia moderna ha 2 mesi di vita. Da strumento oligarchico della gente web 2.0, chiamati anche Geek o Nerd, diventa strumento "indispensabile" di relazione online. Non riduciamolo però a "Vuoi diventare mio amico?", l’assurda frasina che ogni giorno riceviamo decine di volte ;)

Altra curiosità: l’aggiornamento dello stato non è proprio idea di Facebook. Nasce dal sito Twitter, solo che viene usato solo da gente del web, da addetti ai lavori. Ma soprattutto in questi giorni Twitter ha rifiutato circa mezzo miliardo di dollari da Facebook: credono ancora nel loro progetto, grandi!

Oggi Facebook è linfa per molti, quasi una malattia. Le aziende sono costrette a chiudere gli accessi e i dipendenti arrivano a collegarsi con chiavette USB pur di non perdere lo stato del loro nuovo amico o spiace il proprio compagno. Ma quanto durerà tutto ciò? Quando anche questo nuovo strumento diventerà banale? Dovremo esaurire la nostra rete di contatti? Saremo in grado? E poi cosa si inventeranno? Beh spero di poter essere io ad avere la nuova idea straordinaria… :lol:

Nel frattempo continuiamo a giocare con il giochino nuovo. Continuiamo a cercare amicizie ed a inviare frasi d’amore a semi-sconosciute, sperando che la nostra partner non veda i messaggi privati o non sbagliamo e scriviamo nella bacheca.

ps: Volete diventare miei amici?
pss: Mo’ l’ultima frase era solo un esempio… ti amo!

foto _alissa_

 

Nov 21

Fare lo split di una stringa significa estrarre i valori da un testo che sono delimitati in base a un carattere. Molti linguaggi di programmazione hanno la funzione split() oppure il metodo split() nell’oggetto stringa. Solitamente il risultato ottenuto dal suo uso è un Array con gli elementi trovati.

Se ho una stringa così "mario-gigi-lucio-filippo" e procedo con uno split sul carattere "-", ottengo i singoli nomi.

Oggi mi sono reso conto che uno dei report di Google Webmaster Tools esporta le date in formato americano. Il mio excel italiano non approva e le vede come testi: ho necessità di gestire la colonna come data.

Cosa fare? Dobbiamo fare lo split dei valori. La data "9/15/2008" deve diventare 15 settembre 2008. Per farlo usiamo un comando di Excel (non una funzione)  "Testo in colonne", che divide in base alle regole che sceglierete voi, il tipo di dato in più celle.

Non vi resta che concatenare le stringhe ottenute nella forma più congeniale, oppure dare i dati in paso a una funzione come DATA(anno;mese;giorno). Se poi volete rimuovere le colonne di supporto, potete copiare tutti i dati e incollarli come valori con "incolla speciale…".

Nov 20

Gli utenti Facebook abituati a essere connessi 10 ore al giorno dal proprio ufficio sono in grossa crisi. Gli ordini di chiudere l’accesso al Social Network sono partiti. Tutti o quasi i responsabili CED d’Italia si prodigano per bloccare facebook.com e affini, agendo su regole di firewall e proxy.

Sul sito di Franco ho trovato un utile suggerimento:

Questo post non vuole in alcun modo spingere gli utenti a trasgredire le proprie regole aziendali e a cazzeggiare sul luogo di lavoro. Ogni vostra azione è responsabilità vostra. I siti qui segnalati non sono nostri o sotto la nostra responsabilità.

 

Come fare per navigare in modo anonimo?

Ci sono due modi: o si riesci a collegarsi a un proxy server esterno o si usano dei proxy site.
La prima è una soluzioni difficile, in quanto i singoli accessi aziendali al 90% sono già connessi a un proxy aziendale per connettersi all’esterno: non c’è verso di dichiararne un altro.

Quindi ci servono dei proxy site: dei siti che "navigano per noi" garantendoci l’anonimato e saltando ogni proxy? Il rischio? Beh fondamentalmente due:

  • che il proxy anonymous site non sia in buona fede e stia catturando ogni vostro dato, mostrando siti clonati
  • che l’amministratore di rete, da buon padre di famiglia, controlli i log e vi blocchi anche questo sito

Quindi procuratevi un bel po’ di siti proxy per non rimanere mai in panne, ma sempre anonimi! Attenzione: per Facebook i siti devono essere in grado di gestire per voi anche i cookie.

Pero ora noi abbiamo provato con successo:

Alcune volte i collegamenti non vanno. Però se fate "apri in un’altra scheda / finestra" funzionano :)

Gli amici di Blogger Italiani invece hanno travato questi: facebook proxy »

Voi avete qualche altro proxy da proporre? Li inseriremo nella lista con un link al vostro blog.

Nov 20

E’ il fenomeno web con il massimo riscontro sulla società degli ultimi anni: Facebook. In Italia c’è chi lo chiama Face Book, chi lo chiama Feisbuc e chi ancora lo chiama Faccia Libro o Libro Faccia.

Perchè un fenomeno? Una crescita incontrollata negli ultimi mesi. Per molti imprevista, per Facebook sicuramente stra progettata. Il CEO di Facebook Mark Zuckerberg afferma che al momento non sono importanti i profitti del social ma la sua diffusione. Nel frattempo però acquista l’1,6% di Microsoft (fonte BitCity), motivando la necessità di un forte e legato partner tecnologico. Notate che attualmente facebook è in PHP, su server Apache e db MySql… un po’ OT per mamma MS!

 

Ma il recente boom è un imprevisto?

A inizio anno Facebook poteva contare una milionata di iscritti. A settembre si parla già di 4,5 milioni di partecipanti attivi. Una crescita del 450% in nove mesi (fonte diregiovani). Dal milione di utenti registrato ad inizio anno, si è passati a 4,5mln a settembre.  Secondo voi un’azienda che non prevede un simile boom può tecnicamente sostenere un’aumento di popolarità simile? Avete idea del carico a livello di processo delle informazioni, di memorizzazione e di banda è necessario per condividere ogni giorno Tera (10 12) di informazioni e correlarle tra loro?

Tanto per dare qualche dato (aprile 2008):

Number of MySQL servers - 1,800
Number of MySQL DBAs - 2
Number of Web servers - 10,000
Number of Memcached servers - 805

(via devleap)

Dando una occhiata alla crescita mondiale possiamo notare la diversità nella diffusione del social network tra Usa e Italia. Noi poveri Digital Divideiani rappresentiamo circa un settimo del carico americano. La crescita Americana ha una certa regolarità nel tempo, mentre in Italia pare che Facebook sia nato due mesi fa?

Io il profilo ce l’ho da anni, ma solo recentemente con un approccio continuativo: prima era uno strumento come tanti altri (linkedin, myspace, orkut…). Oggi è uno strumento a diffusione praticamente totale: troviamo chiunque. Il merito? Sicuramente dell’idea del social, della sua struttura e della sua qualità di erogazione del servizio. A livello marketing il merito è dei media tradizionali: carta, radio e televisione.

Per missione o per vocazione negli ultimi mesi non si parla d’altro. Un megafono mediatico che porta chi è fuori a sentirsi isolato. Diverso. Quindi? E’ necessario iscriversi.

 

Il futuro

La situazione in Italia si sta aggravando tanto quanto si sta impennando la linea di crescita di Facebook. Solo a giugno 2008 avevamo questi dati:

sono 19,6 milioni di utenti domestici (+8% rispetto ad aprile), connessi nel mese per oltre 14 ore (una in più rispetto al mese precedente) e che hanno visualizzato in media 1170 pagine (+14%). Più limitati invece gli incrementi dall’ufficio, che erano rimasti piuttosto alti anche ad aprile: gli utenti unici crescono dell’1% e sfiorano i 10 milioni, stabili o in lieve crescita i consumi. (via achille, audiweb).

Ma cosa succede agli accessi dall’ufficio da quando Facebook impazza? La toolbar di Facebook e le notifiche via email uccidono le connessioni aziendali ma soprattutto riducono la produttività del personale. E le aziende corrono ai ripari, chiudendo gli accessi al social network. Ci sarà un calo? A mio avviso tremendo… ma ricordatemi di rivedere i dati su google trends fra un paio di mesi.

Repubblica intitola "Azienda in guerra contro Facebook". Nessun titolo migliore rispetto a questo.

Sono quasi 4700 gli aderenti al gruppo "Cazzeggio al lavoro con Facebook". Molti? Pochissimi: 200 mila per una petizione anti Gelmini, più di 50 mila per il gruppo "Silvio, sei hai i capelli è per merito della ricerca". [...] Secondo un’inchiesta, realizzata da un’azienda che si occupa di sicurezza informatica (quindi fonte che è parte in causa), la Barracuda, la metà delle aziende americane blocca quei siti. Ma in realtà per Facebook il dato non va oltre il 26%. E fin qui si tratta di aziende private. (via Repubblica)

E il marketing? Come reagiranno le principali web marketing agency italiane che da mesi investono milionate di ore al giorno per generare comunity con migliaia di utenti profilati in modo pressochè gratuito? Come reagiranno quando non potranno più accedere o magari hanno il nullaosta all’accesso ma la gente che frequenta cala ogni giorno di più?

Staremo a vedere. Riuscirà il fenomeno web2.0 del 2008 a sopravvivere al suo stesso esagerato successo? Nel frattempo continuiamo in questo BAR virtuale la discussione: se vi va!

 

Nov 19

Chi ha qualche anno di vita all’attivo, qualche capello bianco in testa e esperienza nel mondo interner sicuramente dal titolo ha già capito il post. In questi giorni i trailer di Twilight impazzano in televisone e sul web. Un nuovo horror di Catherine Hardwicke a base di vampiri sta uscendo nelle sale. Ma che c’entra con l’IT.

Twilight in inglese significa crepuscolo, penombra. Ma per chi ha visto il web nascere significa hacker, pirati, undeground. Un’epoca di oligarchia informatica. Google non c’era. Le animazioni la Lego le faceva con le gif animate e per imparare a fare i siti si guardavano i sorgenti delle pagine con Netscape Navigator gold. Emule, torrent predator, youtube, rapidshare e soprattutto Facebook non c’erano. Ma c’erano i Twilight: preziosa collezione di cd zeppi di programmi crackati scaricati dalle BBS e accuratamente raccolti ordinati e sistemati: oro!

Con sorpresa in questi giorni ho scoperto che non sono defunti, ma che ci sono in giro i Twilight DVD… fighissimo! Chissà se i nostri figli vedranno i Twilight BlueRay, o se l’evoluzione delle reti farà sparire (come i floppy) i CD e DVD!? Io (segretissimo) a casa dovrei ancora avere i CD 17 e 18… dovrebbe pure esserci dentro il primo Age of Empire!

Attenzione. Come dice Rhoby:

I Twilight DVD SONO INLEGALI !!! MAI E POI MAI SI POSSONO VENDERE, TENERE, GUARDARE

Capito? Comunque in questo forum se ne parla ancora… Se invece volete vedere il trailer del film Twilight andate qui, ma solo per adulti: Twilight Trailer »

Nov 19

Non è da molto che sono entrato seriamente nel mondo SEO e forse non ci sono realmente ancora entrato. Prima era uno degli argomenti con cui mi alimentavo ogni giorno ma mai con approfondimenti seri. L’evoluzione del SEO negli ultimi anni è netta: da buon tecnico si sta passando sempre più a un profilo markettaro / letterato.

Molti sostengono che l’approccio al posizionamento sia di due tipi: filosofico e tecnico. I primi sono convinti dell’onnipotenza di Google e fanno di tutto per essergli simpatici (generalizzando). I secondi eseguono massacranti test cercando disperatamente di isolare quante più variabili possibili e sperando che i motori non gli cambino l’algoritmo sotto il cu*o!

SEO scienza? Assolutamente no, dal mio punto di vista. Lo vedo di più come studio e esperienza, una sorta di astrologia in cui le variabili sono decisi da Google. Un’attività più empirica che teorica.

In questa nuova visione del posizionamento ci sono alcuni nomi di spicco, la cui notorietà è data o da una capacità di autopromozione inimitabile o da effettivi risultati riconosciuti a livello internazionale. Uno dei personaggi più importanti si chiama Giorgio Tave, le cui pubblicazioni e il cui sito sono un vero riferimento di studio e soprattutto di discussione.

L’ultima sua scoperta? Un contest in cui lui risponderà alle domande degli utenti. Non mi resta quindi di lasciare il mio quesito e pendere dalle sue saggie dita. Domanda per Giorgio Taverniti:

Cosa succederebbe se per un periodo ci fosse una protesta contro il monopolio di Google inserendo nei siti la limitazione al suo spider? Il monopolio di Google nella ricerca non è un pericolo alla qualità dell’informazione?

Grazie!

Nov 18

Dopo aver provato numerosi scritp per tracciare i link uscenti vai Google Analytics, e dopo aver provato a scriverne uno io, mi sono reso conto che Blogger modificava anche dentro i widget il codice che inserivo.

Esperienza alla mano ho aperto il template di blogspot (espanso) e ho inserito questo codicillo appena prima della chiusura del </body>.

&lt;script type=&quot;text/javascript&quot;&gt;
    function outboundLinks(){
        links = document.getElementsByTagName(&quot;a&quot;);
        for (i=0;i&lt;links.length;i++){
            myLink = links[i];
            if (myLink.href.toLowerCase().indexOf(&quot;www.sballato.com/&quot;) == -1){
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview(&quot;outboundLinks/&quot; + myLink.href.substring(7))’);
            }else{
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview(&quot;inboundLinks/&quot; + myLink.href.substring(7))’);
            }
        }
    }
    outboundLinks();
&lt;/script&gt;
</body>

E tutto pare funzionare regolarmente. La conversione l’ho fatto con il tool online che uso anche per gli script adsense. Il codice originale è questo:

<script type="text/javascript">
    function outboundLinks(){
        links = document.getElementsByTagName("a");
        for (i=0;i<links.length;i++){
            myLink = links[i];
            if (myLink.href.toLowerCase().indexOf("www.sballato.com/") == -1){
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview("outboundLinks/" + myLink.href.substring(7))’);
            }else{
                myLink.setAttribute(’onclick’,'pageTracker._trackPageview("inboundLinks/" + myLink.href.substring(7))’);
            }
        }
    }
    outboundLinks();
</script>

Have a good blogday :)

ps: attenzione, google analytics segnerà ogni Outbound link come "page view".

Nov 17

Stavo scrivendo un post illustrato per spiegare come riuscire a creare i permalink con blogspot, senza fare danni in pubblicazione. Purtroppo a metà strada (che pollo che sono…) mi sono reso conto che non lo faceva.

Infatti su blogger il permalink rimane fisso solo dopo la "reale" pubblicazione, mantenendo la sua forma anche cambiandone il titolo. Io volevo sfruttare la pubblicazione programmata, ma se cambiate il titolo prima della pubblicazione cambia anche il permalink.

Arreso non mi resta che dire che per creare un permalink ottimizzato, su blogspot, dovete prima scrivere il post completo con un titolo "permalinkoso". Quindi correre in modifica e mettere il titolo corretto, nel rispetto delle regole SEO ma soprattutto del buon senso, dell’italiano corretto e della semantica.

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