Oct 31

Avete presente le centinaia di presentazioni in power point che vi arrivano ogni giorno in posta (file .pps)?
Alcune sono molto belle, magari con delle bellissime foto o delle belle "modelle".

Per esportare tutte le foto presenti sul vostro Hard Disk in formato jpeg ci sono 2 possibilità. La prima è che apriate il file con power point in modifica e foto per foto facciate: tasto destro mouse > salva immagine…

La seconda, se le foto sono tutta pagina, è che apriate il file con power point, sempre in modifica. Quindi salviate la presentazione come HTML e nella cartella troverete tutti i jpeg a vostra disposizione.

Oct 31
come un uomo nel pagliaio di the_butterfly

 Qualche anno fa la frase che si sentiva più dire era

Non importa se i tuoi contenuti sono buoni, se non ti fai trovare

Lo sviluppo tecnologico dei motori di ricerca, primo responsabile Google Inc., è a livelli impensabili. Il problema oggi potrebbe essere "come non farsi trovare". Ma apriremo un capitolo di discussione infinito.

Oggi l’obiettivo è cambiato. E’ cambiato lo scenario in cui bisogna muoversi. I siti sono milioni in più, rispetto a un anno fa. Una crescita esponenziale. Secondo Domain Tools siamo quasi a quota 106 milioni (Last Updated : 2008-10-31), con oltre 105 mila domini registrati nelle ultime ore. Oggi l’obiettivo è "farsi trovare prima di altri" nela SERP (Search Engine Results Page).

Se mettete dei contenuti online state certi che Google vi trova: ma gli altri motori? Sono così inconsiderabili da escluderli a priori? Beh direi di no! Questo blog, da inizio anno, ha le seguente statistiche:

  1. google: 81.82%
  2. msn: 7.51% (12.8% assieme a live)
  3. live: 5.29 % (12.8% assieme a live)
  4. alice: 2.12 %
  5. yahoo: 1.95 %
  6. search: 0.45%
  7. ask: 0.44%
  8. altavista: 0.28% (che tristezza… e dire che la mia vita è iniziata qui…)
  9. aol: 0.07%
  10. lycos: 0.03%

Se fate corrispondere il vostro sito a un budget, tipo a 1.000.000 € annui di fatturato, un 2% in più equivale a 20 mila euro!!!
Vediamo quindi come segnare ai motori di ricerca principale un nuovo sito.


Segnala ai motori di ricerca

Google - www.google.com

http://www.google.it/intl/it/add_url.html

Si possono però trarre notevoli vantaggi inserendo all’interno del sito gli script per Google Analytics e Google Adsense. E senza dubbio inserendo il proprio sito nei Google Webmaster Tools.

Google (per blog) - blogsearch.google.com

http://blogsearch.google.com/ping

Nello stesso input si possono aggiungere URL del sito e URL del feed RSS.
 

Live di Microsoft - www.live.com

http://search.live.com/docs/submit.aspx?FORM=SUNO

Yahoo (versione free): - www.yahoo.it

http://it.search.yahoo.com/free/request
Nella stessa pagina si possono aggiungere URL del sito e URL del feed RSS. L’inserimento qui vale anche come inserimento per Altavista.

Virgilio - www.virgilio.it

Pare non esistere più una pagina a questo scopo e che le ricerche si basino su Google (fonte html.it). Quello che è certo che la parte a pagamento ora la fa gestire da Adwords.

Ask - www.ask.com

Fa tutto da solo. Però da una pagina di specifiche piuttosto dettegliata, su come ottimizzare le proprie pagine e come essere esclusi dalla ricerca. Il suo algoritmo si chiama: ExpertRank

Search - www.search.com

E’ un meta ricercatore. Nel senso che i suoi risultati sono merge delle SERP degli altri motori. Quindi lavorate sugli altri.

Negli ultimi giorni ho notato moltissimi accessi proveniente dal sito Ask, un nuovo motore di ricerca, che sembra avere ottime caratteristiche. Purtroppo come da indicazioni nell’help non è previsto un "aggiungi sito", ma tutto è basato sul loro crawler.


Segnaliamo alle directory

Sinceramente non so quanta gente ormai utilizzi le directory. Però è certo che essere inseriti all’interno di una directory, DMOZ su tutte, porta un notevole miglioramente a SERP e Pagerank.

Dmoz

Scegliete una posizione nell’albero delle directory e via. Tutte le info qui.

Yahoo

Navigate nelle categorie da qui, quindi in basso a destra troverete il testo "Proponi un sito".

Segnalo di Alice

Directory open, troppo open. Ormai presa d’assalto dalla blogosfera come un social bookmark. Il link è qui.


Non ho messo tutto, spero però di avervi dato dei buoni spunti per il vostro lavoro.

 

Post precedente: Segnalare un sito nuovo ai motori… | Foto di The Butterfly

Oct 30
Da blog.merlinox.com

Oggi stavo dando una occhiata alle statistiche di un sito e ho visto con piacere un forte aumento degli accessi "diretti" al sito: quelli che digitano proprio l’indirizzo nel browser (o lo incollano dentro).

I risultati sono stati: 36,63% alla homepage, e 63,37 % alla pagine!

Impressionante. Poi però ho pensato bene: il dato non è del tutto vero! O meglio la sua interpretazione non è corretta.
Gli accessi al sito che arrivano da link non HTML (<a href…>…</a>) non sono visti come referer (cioè da una sorgente) e vengono conteggiati come diretti!!!

Tutti quelli che vi linkano via Flash, Java, Javascript sono accessi diretti!

 

Come si fa a vedere le pagine a accesso diretto?

Sinceramente ci ho messo un pochino pure io, però alla fine ci sono riuscito:

  1. accedete a Google Analytics alla pagina "Sorgenti di traffico", quindi alla pagina "Traffico Diretto"
  2. scendete in basso e cercate la voce "Dimensione: nessuno" con il menù a tendina e scegliete "Pagina di destinazione"
  3. il gioco è fatto. Non so che cosa significhi "dimensione" e "pagina di destinazione" insieme, ma penso sia un senso lato nella traduzione. In inglese è "dimension", penso inteso come punto cardine.

Ciao belli!

 

Oct 29

Secondo alcune teorie SEO, assolutamente testate, pare che la posizione dei contenuti all’interno del HTML sia piuttosto rilevante. Cambiando però punto di vista secondo le teorie dell’usabilità sarebbe buona cosa che il menù di navigazione apparisse prima di tutto. Tali teorie sono riportate anche nel documento di accessibilità della legge Stanca.

Ma sono due cose in contrasto, come fare? Dal punto di vista del codice putroppo non ci sono soluzioni, chi è sopra è sopra, chi è sotto e sotto! Dal punto di vista visuale però possiamo fare qualcosa.

Ho lanciato la provocazione tecnica anche agli amici del forum di HTML.it. Inizialmente il titolo non è proprio piaciuto, forse ho esagerato. L’argomento però si anche se purtroppo la discussione non è stata così fruttuosa. Alla fine una soluzione insieme l’abbiamo trovata, purtroppo però obbligatorio l’uso di Javascript.

L’esempio lo trovate nella pagina Vertical Switch Div. La soluzione si basa su questo CSS:

#myDiv1{
    position: absolute;
    top: 100px;
}
#myDiv2{
    position: absolute;
    top: 0;
}

E su questo script javascript richiamato dopo la lettura dei due DIV:

function myDiv1Top(){
    var d1 = document.getElementById("myDiv1");
    var d2 = document.getElementById("myDiv2");
    var margine = 10;
    d1.style.top = d2.offsetHeight + margine + "px";
}

 

Per il funzionamento completo fate riferimento alla pagina linkata sopra e al suo codice. Dopo aver letto i due DIV, viene richiamata la funzione javascript myDiv1Top, la quale prende l’altezza (d2.offsetHeight) del primo DIV  da visualizzare (myDiv2) la somma a un margine e setta l’attributo TOP al secondo div da visualizzare (myDiv1)

Se avete esigente diverse grafiche o più DIV dovete chiaramente giocare con margini iniziali e sommatorie multiple delle altezze. Non mi sembra una grande soluzione, però sinceramente non ne ho trovate altre. Se ne conoscete sarò ben lieto di pubblicarle e riportarle su HTML.it.

 

Oct 29

Molto spesso i CSS vengono senza approfondire realmente le loro possibilità. O peggio ancora si usano (magari sempre quegli attributi) facendo copia e incolla e adattando il codice site by site.

Uno degli elementi più bistrattati dei CSS è la position property. Questo attributo può assumere 4 diversi valori:

  • STATIC: valore di default. L’elemento con position:static, viene visualizzato nella posizione in cui è stato inserito nel codice, quindi in base ai propri container (parent)
  • RELATIVE: con questo valore la posizione dell’elemento dipende da quanto dichiarato negli attributi LEFT o RIGHT o TOP o BOTTOM. I valori fanno riferimento alla posizione STATIC dell’elemento. Esempio:
    .myRelative{position:relative;top:10px;left:100px}
    dichiara una classe posizionata più in basso di 10px e più a destra di 10px rispetto alla sua posizione originale
  • ABSOLUTE: lo spostamento di chiarato in LEFT (…) fa riferimento alla posizione dell’elemento "contenitore" dell’elemento dichiarato.
  • FIXED: lo spostamento di chiarato in LEFT (…) fa riferimento alla finestra del brower. Esempio:
    .myRelative{position:fixed;top:10px;right:100px}
    dichiara una classe posizionata a 100px dall’angolo destro del browser e a 10px dal bordo superiore.

Per maggiori informazioni date una occhiata anche su dozarte e su blog.

Oct 28

Ancora molti di noi usano il vecchio codice di tracciamento di Google Analytics:

<script type="text/javascript" src=" http://www.google-analytics.com/urchin.js "></script>
<script type="text/javascript">
_uacct = "UA-xxxxxx-x"
urchinTracker();
</script>

In realtà da molti mesi è uscito un nuovo codice che secondo Google fornisce una gamma molto più ampia di informazioni al sistema, per effettuare analisi ancora più precise e mirate. Il codice è:

<script type="text/javascript">
var gaJsHost = (("https:" == document.location.protocol) ? "https://ssl." : "http://www.");
document.write(unescape("%3Cscript src=’" + gaJsHost + "google-analytics.com/ga.js’ type=’text/javascript’%3E%3C/script%3E"));
</script>
<script type="text/javascript">
var pageTracker = _gat._getTracker("UA-xxxxxx-x");
pageTracker._trackPageview();
</script>

La difficoltà che ho incontrato io nel porting dal nuovo al vecchio codice, è quella di sostituire non solo l’installazione base, ma tutte le azioni personalizzate che tracciavo tramite urchinTracker.

Cercando un po’ in giro, aiutato anche dall’amico Maxino, ho trovato il codice per tracciare le azioni personalizzate con il nuovo codice. Bisogna cercare tra le API di tracking il metodo _trackPageview():

pageTracker._trackPageview("/home/landingPage");

Penso che non siano necessarie ulteriori informazioni. Chiaramente se volete capire bene come i nuovi oggetti javascript di tracking funzionano, dovete studiarvi le API. Auguri.

Oct 27
Da blog.merlinox.com

La sindrome del foglio bianco è una "malattia" che affligge ciclicamente i creativi. Non importa se siete glamour designer o web designer. Nemmeno se siete scrittori o scultori. Prima o poi arriva.

I primi sintomi sono il foglio bianco davanti a sé. Immaccolato. Vergine. E la totale mancanza di idee per iniziare una nuova creazione. Che fare? Beh una soluzione generica non c’è, o almeno io purtroppo non la conosco. Io vi dico cosa faccio quando mi capita (web design) e poi conto condividiate le vostre esperienze.

Solitamente, preso dalla totale disperazione, cerco un approccio semantico al problema. Provo a vedere se ci sono parole legate al progetto che devo sviluppare che mi trasmettano qualcosa. Magari provo anche a buttare giù elenchi di parole legate al dominio del problema: è un lavoro utile anche dal punto di vista SEO, quindi non è tempo perso.

Se anche questo non mi aiuta a volte provo a lanciarmi su Flickr, su Stock Exchange o su siti di immagini/foto libere. Spesso le immagini mi trasmettono il tanto cercato la e diventano punto cardine per partire con una grafica.

Quando ancora è tutto inutile vedo di farmi un bel giro per il web, magari cercando siti sui generis, oltre i confini italiani / europei. Quest’ultima cosa però è da fare con molta perizia: è un attimo prendere troppo l’ispirazione e clonare un sito che si è visto, anche in buona fede.

Se ancora nulla parte nel mio cervello, o do una occhiata ai siti di template o meglio ancora cambio progetto o vado a farmi un giro fuori. Se non volete uscire passate a dare una occhiata ai consigli di Julius e di Dga!

Ore però a voi la parola.

Oct 24
Da blog.merlinox.com

Ieri vi proposi il keywords list converter, per trasformare le liste di keyword dal formato uno-per-riga al formato comma-separated (da oggi anche char-separated).

Oggi un altro utile strumento per i SEO: il pulitore di liste di keywords: Duplicate Keywords Cleaner. Nella textarea inserite il vostro elenco di parole chiave, in formato uno-per-riga.
Premete il pulsantino Clean e in un attimo ottemete l’elenco senza parole duplicate (case sensitive o case insensitive settabile).

Potrete così sommare tutte le parole chiavi di più fonti, metterle in un unico file e con questo strumentino processarle e pulire la lista. E’ un’operazione che potreste fare anche in Excel, ma non nativamente. Dovete installare una Macro: a me però non funzionava!

Buon SEO a tutti :)

Oct 24
Da blog.merlinox.com

Giocando con gli strumenti SEO spesso ci troviamo ad avere liste di keyword in due formati:

  • una keyword (parola o frase) per riga
  • elenco keyword con virgola come separatore

Quando trattiamo un numero elevato di keyword diventa però difficoltoso agire solamente con il blocco note. Nasce così la necessità di un convertitore. E cosa c’è di meglio di un bel convertitore online?
Ecco online keywords list converter.

Due spazi testo dove inserire il vostro elenco di keyword e due pulsantini per le conversioni:

  • da “keys per linea” a “keys comma separated”
  • da “keys comma separated” a “keys per linea”

Che ne dite? Utile?

p.s.: aggiornato con la possibilità di cambiare il separatore (,)!

Oct 20

Girovagando casualmente tramite il bottoncino di Stumbleupon mi sono imbattuto su un interessante post riguardante il Logo Design. Sembra una banalità, ma il logo, specie negli ultimi anni, ha una importanza sempre maggiore, primo soggetto delle teorie di marketing denominate Branding.

Le caratteristiche di un logo IMHO sono poche:

  • impatto visivo
  • facilità di ricordarlo
  • riproducibilità a qualsiasi dimensione (micro > macro).

Leggiamo però alcune delle 45 regole che Tanner Site propone, in un linguaggio assolutamente atipico e diretto, con molti esempi per meglio capire la strada giusta da affrontare:

  1. non usare più di 3 colori
  2. eliminare qualsiasi cosa non necessaria
  3. il carattere deve essere talmente facile che lo può leggere pure vostra nonna
  4. il logo deve essere riconoscibile
  5. creare il logo in un’unica forma
  6. ignorare completamente le critiche dei genitori o dei consorti
  7. avere la conferma che il logo è figo da almeno 3 persone
  8. non combinare idee di altri loghi e poi dire che il vostro logo è originale
  9. non usare clipart
  10. il logo deve vedersi bene anche in bianco e nero
  11. Il logo deve essere riconoscibile anche con i colori invertiti
  12. Il logo deve essere ben ridimensionabile
  13. Pare complementare ogni singolo elemento di un logo
  14. Non usare effetti speciali
  15. Considerare il target del logo (sia di mercato sia di dove va pubblicato, ndr)
  16. tannersite.com/rules-of-logo-design

Adoro l’approccio di Tanner Christensen, non si perde in sofismi o tecnicismi, dice le cose dirette esemplificando anche i concetti. Banale? Non direi… direi sicuramente diretto e comprensibile da molti.

Anche da chi pensa (i clienti…, ndr) che fare il logo sia un lavoro da 10 minuti, fattibile in word!!!

p.s.: in testa il logo di “Università di Rovigo“, un gruppo di Facebook a cui partecipo, in quanto veterano di quei Anni Mitici! Purtroppo nel mezzo c’è una clipart, ma questo logo era a costo zero e tempo zero: scusa Tanner.

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