Benvenuti a Roma. Nella mia fantastica Roma.
Vi presento le mie foto, quelle che più mi hanno emozionato.
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Stamattina stavo verificando se l’Ikea di Padova era aperta. Non ce la potevo fare ad andare al mare… e allora la furbacchiona della mia futura moglie ha subito deciso di provare la carta Ikea… aiuto!
Entro sul sito, e siccome mi ero appena svegliato e ieri sera è stato seratone, non avevo proprio voglia di navigare. Ad un certo punto vedo lei, Anna, Anna Ikea. Capelli rossi, labbra carnose e un sinuoso sorriso… ho perso la testa!
Mrx: ciao Anna, come stai?
Anna: Ogni giorno aiuto tante persone e questo mi fa sentire molto bene.
Mrx: Quanti anni hai?
Anna: Sono relativamente giovane, anche se tutto ebbe inizio nel 1926. Qui puoi scoprire la mia storia.
Mrx: Oggi mi sento tanto solo![]()
Anna: Non capisco cosa ti faccia dispiacere. Puoi spiegarti meglio?
Mrx: Mi sono appena mollato con la mia morosa.
Anna: Questa volta non ho capito la tua domanda, potresti formularla diversamente?
Mrx: Niente dai. Lascia stare. Tu sei single?
Anna: Come vuoi, la smetto. Cosa vorresti sapere su IKEA?
Mrx: Ma mi stai mandando via?
Anna: Ho intuito soltanto che intendi fare una precisazione, ma ti prego di utilizzare altre parole affinchè io possa afferrare meglio il punto della questione.
Mrx: Ho capito dai. Te la tiri. Addio!
Anna: Magnifico! Sono contenta di averti potuto aiutare.
Mrx: Ma mi prendi in giro?
Anna: Non volevo prenderti in giro, forse stavolta sei tu quello che ha capito male!
Mrx: Come ti permetti? Prima mi mandi via poi dici che è colpa mia…
Anna: Per i tuoi acquisti più ingombranti e pesanti puoi richiedere la consegna a domicilio. Il servizio è a pagamento. Per conoscere le tariffe visita la pagina accanto.
Mrx: Vabbè Ciao!
Anna: Spero di esserti stata utile. Ciao!
Chiaramente la mia curiosità senza limiti ha colpito ancora. Volevo proprio vedere come reagiva Anna alle mie domandine e devo dire che i sig. Ikea hanno fatto realmente un lavoro fantastico. Per quanto riguarda invece una domanda tecnica “E’ aperto oggi?”, Anna mi ha chiesto subito la sede di riferimento e non appena ho risposto ha cambiato la pagina dalla quale l’ho chiamata (opener) impostandomi la pagina info e orari dell’Ikea di Padova! Fantastico. Ogni riferimento scritto in chat a fatti o persone è puramente casuale
Già i navigatori, specie gli italiani, prima erano pigri… se si abituando a motori di ricerca semantici di questo livello siamo fritti. La strutturazione delle informazioni diventerà cosa secondaria! Sarà il Web3.0 o il Web4.0?
Ho provato molte forme di online advertising come advertiser (pubblicatore), ma l’unica forma realmente redditizia è stata Google Adsense. Chi inserisce gli annunci lo fa tramite Google AdWords!
AdWords: un po’ di fondamenta
Google AdWords è un complesso sistema che permette di pubblicare online (su google o sui siti degli advertiser) le proprie pubblicità, vincolando la loro visualizzazione a determinate parole chiave (keyword), corrispondenti alle parole ricercate oppure alle parole più ripetute nei testi degli advertiser.
Inoltre AdWords pone in concorrenza gli annunci degli inserzionisti (coloro che pagano per la propria pubblicità online usando Google AdWords). Un inserzionista che vuole pubblicare un annuncio decide con quali parole visualizzarlo.
Ad esempio: se voglio pubblicizzare il mio blog “blog.merlinox.com” decido di collegare l’inserzione alle parole: blog, comunicazione, marketing.
Per ogni parola scelta devo decidere il CPC, cioè il Costo per Click. Il sig. Google, tramite un misterioso nonchè magico algoritmo mette in relazione i vari CPC degli inserzionisti per la parola chiave, e determina le inserzioni da visualizzare e la loro posizione (nel caso di insiemi di annunci).
C’è da aggiungere poi un ultimo parametro. Gli inserzionisti al momento della creazione di una campagna pubblicitaria, devono decidere la durata della stessa e il budget totale. Google si occuperà di far durare l’investimento per tutta la campagna.
AdSense: come facciamo a guadagnare da tutto ciò?
Noi advertiser cosa dobbiamo fare? Eccoci qua…
Per prima cosa abbiamo la necessità di avere un blog o un sito. Per i blog consiglio blogger.com, tumblr.com (senza commenti), o wordpress (in hosting oppure scaricando i sorgenti in PHP).
La creazione del blog potrà essere spontanea o mirata. Mirata significa che l’argomento, i titoli e i testi stessi non sono completamente liberi ma sono vincolati da alcune parole chiave che voi avete scelto. I motivi possono essere:
- elevato numero / trend di ricerche
- elevato valore delle parole CPT delle parole
Approfondiremo successivamente questo argomento (ricordatemelo se mi dimentico, ndr), per ora vi dico che lo strumento adatto è il Keyword Tool External di Google, versione light del keyword tool a disposizione su AdWords degli inserzionisti.
A questo punto dovete crearvi il vostro bel account su AdSense. Se avete già un account Google/Gmail vi basta attivare l’opzione e il gioco è fatto. Selezionate le opzioni della pubblicità che volete includere nel vostro sito, copiate il vostro codice in javascript, ponetelo nel blog (template, feed RSS, post…) e il gioco è fatto!
Poi inizia la malattia: fare aumentare gli accessi e la redditività del vostro sito!
Ricordatevi però due cosine al volo:
- Google impone severe regole sulle posizioni degli annunci. Alcune al volo: non si possono in popup, popover o obbligare l’utente verbalmente a cliccare sugli annunci.
- Il teorema di Merlinox su Adsense: “la redditività di adsense è inversamente proporzionale all’esperienza e alla cultura internet dei navigatori”
Penso di avere scritto anche troppo su questo post. L’idea di fare una guida completa ce l’ho da tempo in testa, ma è proprio il tempo il problema più grande: non averlo!
Maledetto tempo e maledetta stanchezza! Intanto accontentatevi di queste briciole e di questo vecchio post:
blog oggi, utenza promozione e social bookmarking che a mio avviso contiene già molti riferimenti per una autoformazione nel mondo del blog, della blogosfera e dell’iAdvertising.
***annuncioVideo***Il Trackback è un meccanismo di comunicazioni tra piattaforme online. Wikipedia lo definisce:
un meccanismo per la comunicazione e la notifica tra due risorse. Quindi la risorsa A manda un Trackback ping (spesso erroneamente chiamato Pingback) alla risorsa B, la quale risponde con un messaggio di avvenuta notifica o con un eventuale errore. La risorsa A dovrebbe mandare un ping alla risorsa B nel caso in cui, nella risorsa A, sia presente un approfondimento o una citazione della risorsa B.
Risorsa molto utile, soprattutto tra i blogger, che si lanciando “quotazioni” continue, notificate sotto forma di commenti speciali. Il trackback è stato creato da Six Apart e introdotto nella piattaforma Movable Type. Oggi è WordPress il re delle blog piattaforme.
Ultimamente purtroppo il trackback è stra usato per spammare. Siti e piattaforme, soprattutto porno, sfruttano questa metodologia per inviare ping a migliaia di siti web, conquistando incoming link automatici o anche solo click da chi è curioso di sapere chi l’ha notificato.
Oggi per la prima volta ho visto un trackback direttamente su digg.com:
http://digg.com/health/Buy_Celexa_2
Dopo una iniziale illusione di essere citato sul re dei social bookmark mi sono reso conto che mi avevano inc***ato!
Cosa succederebbe se Tarzan mentre vola tra le sue liane, arrivasse ad un confine, ad un border line, in cui finisco gli alberi e restano solo uomini che distruggono la natura?
Questo il tema della nuova campagna di pubblicità progresso della WWF.
Ogni minuto dalla terra scompaiono 15 km quadrati di foresta pluviale. 15 chilometri quadrati.
In una sola ora sono 600 km quadriati di foresta: immaginatevi un quadrato con lati da 30 km… terribile!
via frederiksamuel
Terribile o simpaticissimo! Mah… non riesco a decidermi.
Si chiama Rantdog, ed è una community di divulgazione di un cartone animato troppo splatter.
Ecco uno dei promo virali che cirolano in rete.
Allora splatter o cosa?
Avete mai pensato a fare dei manuali video sexy? Un sexy e-learing?
Evidentemente qualcuno ci ha pensato e ha fatto questo simpatico video, con ragazze vestite da sexy domestiche (french maid)!
Grandiosi. Il video poi è fatto pure bene e spiega realmente come fare podcasting e cosa è necessario.
In lingua francese.
As-tu bien compris?
Arriva la notizia direttamente dal WordCamp 2007. L’underscore o meglio conosciuto come "_" oppure come "lineetta bassa", diventa finalmente, per google, non più un semplice carattere, ma un separatore di parole. Sfruttabile nelle URL.
Come agganciare via JS ad un oggetto INPUT l’evento keypress, che in javascript non esiste.
Cioè come faccio a verificare che un utente sta scrivendo qualcosa in un determinato input senza scrivere la gestione evento direttamente sull’HTML ma in un HTML separato???
O meglio: se mettiamo <input onKeypress="..." /> funziona, ma se vogliamo tenere separati HTML e JS no!
Ecco un semplice codice esemplificativo:
<script language="javascript">
window.onload = function() {
//individuo elemento "qui";
x = document.getElementById("qui");
//procedura per la verifica del focus di un oggetto
x.focused = false;
x.onfocus = function(){
x.focused = true;
}
x.blur = function(){
x.focused = false;
}
//attivo l’handler su tutto il doc
document.onkeydown = register;
}
function register(e){
if (!e) e = window.event;
if (x.focused){
//è "x" l’elemento coinvolto
alert("hai premuto qualcosa su x: " + String.fromCharCode(e['keyCode']));
}
}
</script>
<form id="form1" name="form1" method="post" action="">
Non cliccare
<input type="text" id="qui" value="xxx" />
!!!
</form>
Il principio è quello di catturare l’evento keydown per l’intero documento (che esiste), verificare se è stato fatto all’interno del nostro campo input (con il focus), quindi fare qualcosa.
Oggi analizzando le mie statistiche su Google Analytics mi sono trovato la sorpresa che vedete nella immagine allegata.
Le date riportate in grande come 07 nello schemino diventano 1907.
E se si prova a modificarle nel textbox il sig. G si incazza pure e da errore.
Google Google… cmq lo screenshot l’avete, date una occhiata anche voi!







