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Apro il post citando questo piccolo aneddoto tratto dal post "Quante informazioni i SEO dovrebbero rivelare ai propri clienti?"
Ricordo che un giorno ebbi modo di confrontarmi con un grande chef. Questo personaggio aveva raccolto tutte le sue ricette più famose in una pubblicazione liberamente acquistabile. Stupito di questa scelta assolutamente controtendenza gli chiesi se non aveva paura che ora troppe persone fossero in grado di fargli concorrenza. Con estrema tranquillità, ed un pizzico di ambizione, mi rispose: "il segreto non sono gli ingredienti ma colui che prepara la ricetta, l’esperienza acquisita nel tempo e nella ricerca."
"E se un domani", continua lui, "qualcuno arriverà a saper preparare le mie ricette con la stessa perfezione io mi auguro di essere stato in grado di averne create altrettante nuove, altrimenti vorrà dire che non sarò più in grado di essere un vero professionista."
Penso che non necessiti di spiegazioni ulteriori. Sorella gemella di questa storiella di stampo gastronomico c’è la storia del sistemista IBM. Una storia semplicissima di un’azienda in crisi con il suo enorme sistema IBM. Chiama un sistemista urgentissimamente, questi arriva entro poche ore. In pochi minuti capisce il problema, spinge un bottone e risolve il problema. Al momento della parcella (1000 €) il titolare dell’azienda va su tutte le furie perchè trova impensabile pagare 1000€ per pochi minuti, per spingere un pulsante. A quel punto il sistemista dice "non hai pagato il fatto che io sono venuto a premere il pulsante, ma che io sapevo quale premere tra 5.000 pulsanti".
Chiunque può premere un pulsante, chiunque avrebbe potuto provare, magari ci metteva anche meno di 5.000 tentativi: ma i pulsanti non sono tutti inerti, un pulsante potrebbe voler dire un danno fatale (per il sistema).
Purtroppo, specialmente nel nostro mestiere, nel mestiere informatico, dove quasi tutto è virtuale, spesso siamo soggetti a essere considerati dei perdi tempo. Il nostro lavoro spesso è banalizzato. Quante volte vi siete sentiti dire "ma ci vuole tutto quel tempo per fare quella cosa li?". Oppure dopo ore e ore di analisi per un CMS, il cliente (spesso accade anche con i propri commerciali, a volte mal formati e troppo simili ai clienti…) cambia una specifica, reputata da lui una cavolata, e il vostro sistema crolla come un castello di carta.
Purtroppo il problema è sempre legato alla cultura informatica media. Se facessimo vestiti su misura la gente non si stupirebbe a pagare 100 ore di lavoro, perchè si rende già conto di quello che c’è dietro. Ma quanti dei navigatori "medi" si rendono conto delle ore di lavoro che ci sono dietro ad un sito? Quanti distinguono un sito fatto da un professionista da un sito fatto da un amatore o da un buffone?
Sono certo che anche voi che leggete, e che fate il mio lavoro, siete stati colpiti quando un cliente, di fronte ad un vostro lavoro grafico di ore e ore, vi mostra un sito squallido e vi dice:
io lo avrei voluto così…
Giusto stamattina un amico, in ritardo su un volantino, a causa delle idee confuse del cliente, si sente rispondere:
Ascolta dimmi che programma usi, che vado avanti io: so usare anch’io il computer sai.
A questo punto gli ho assolutamente consigliato di dare programma, sorgente e di aspettare. Aspettare che chi è dall’altra parte si renda conto che anche se siamo davanti a un monitor 10 ore al giorno, stiamo lavorando, ci stiamo impegnando ed è un lavoro che richiede fatica, sacrificio e un alto livello di professionalità, come in tutti i lavori.
Finchè il cliente si rende conto che non stiamo solo cliccando dei tasti su una tastiera, ma stiamo trasferendo la nostra professionalità tramite una tastiera e un mouse: mi sembra siano piani completamente diversi. Chiunque può usare una tastiera: un bimbo, un dattilografo e il miglior grafico della terra.
E se magari ci vedete cazzeggiare (magari ci beccate che stiamo proprio cazzeggiando), ma spesso il nostro cazzeggiare è uno studio continuo per nuovi spunti. Un web-something professionista quando naviga spesso vede oltre quello che un normale navigatore vede: è sempre in fase di studio, analisi, elaborazione.
Questo è il mio modo di vedere il nostro lavoro ed è il modo in cui cerco di vedere il lavoro dei professionisti di ogni lavoro con cui vengo a contatto, dal pubblicitario al pittore, dal copy writer al sarto.
p.s.: per il titolo ho citato una famosissima vecchia pubblicità delle playstation.
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